maggioranza ai ferri corti

Conte va da Mattarella. Liti nel governo, altolà di Giorgetti

Davide Di Santo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è rientrato a palazzo Chigi dopo un colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'incontro era iniziato all'ora di pranzo, dopo dopo le 13.  Il clima nel governo resta teso dopo il braccio di ferro su sicurezza e famiglia. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio leghista, Giancarlo Giorgetti, ha lanciato un altro altolà sulla tenuta dell'esecutivo. "La mia riflessione - dice Giorgetti - è che se c'è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo, deve fare le cose. Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tantomeno il Premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, sennò non si va avanti". In sintesi così non si può andare avanti. "Sono dispostissimo - evidenzia Giorgetti - a fare un passo indietro, se me lo chiedono e se non ritengono utile la mia posizione. Quanto al governo la stabilità è importante ma no all'immobilismo. La campagna elettorale mi ha fatto vedere un Paese vitale, dobbiamo esserne all'altezza".  E infine: "Di rimpasti, di queste cose da Prima Repubblica non ci interessa niente. Parlo per la Lega e credo anche per i Cinque Stelle. Poi invece bisogna riflettere su errori: se c'è collaborazione bene, se partono ripicche e vendette, allora non si fa nulla, lo dico per l'interesse del Paese". Oggi non ci sarà il Cdm. "Io sono pronto, sono 18 articoli pronti, firmati, emendati, controllati, verificati", dichiara Matteo Salvini a Un giorno da pecora. I 5S dicono che il dl Sicurezza bis è stato svuotato: "No, perché? Il decreto l'ho fatto io, l'ho firmato io e l'ho corretto io", replica il vicepremier e ministro dell'Interno.