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Ricoverato Giachetti: "Ma vado avanti con lo sciopero della fame e della sete"

Davide Di Santo

"Vado avanti" con lo sciopero della fame e della sete "perché sono ore decisive per Radio Radicale. Ringrazio moltissimo" coloro che hanno espresso vicinanza e solidarietà all'iniziativa intrapresa, "però è del tutto evidente che non si può interrompere" lo sciopero "perché le persone sono legittimamente preoccupate per me". Lo dice Roberto Giachetti, ai microfoni di Radio Radicale dopo il ricovero in ospedale, ricovero deciso dai medici perché le condizioni fisiche del parlamentare dem cominciano a risentire. "Siamo davanti a una partita a due tempi - va avanti Giachetti - e questo è l'unico treno che passa per salvare" l'emittente radiofonica. Dunque Giachetti rivolge un "appello ai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera", affinché "dichiarino l'ammissibilità degli emendamenti volti a prorogare la convenzione con il Mise di altri 6 mesi. Me lo auguro non per me, ma per Radio Radicale e per la storia che rappresenta: si può e si deve trovare un modo" per salvarla. "Io continuerò a combattere - assicura - c'è lo strumento e la volontà politica della stragrande maggioranza" per prorogare la convenzione, "operiamo tutti perché in queste ore venga dichiarata l'ammissibilità e tra una settimana si possa dare via libera a questo emendamento per dare respiro e trovare una soluzione". Dopo 83 ore di digiuno per salvare Radio Radicale, Roberto Giachetti è stato ricoverato all'ospedale San Carlo di Nancy, a Roma. A prendere la decisione è stato lo staff medico del Pronto Soccorso che ha riscontrato "segni clinici di disidratazione e ipotensione con astenia marcata". I medici, specifica il bollettino sanitario emesso dal nosocomio, hanno chiesto al paziente di riprendere immediatamente l'assunazione di alimenti solidi e liquidi, ma al rifiuto del parlamentare è stato disposto il ricovero in osservazione clinica.