SPESA PROLETARIA

Pietro De Leo

Cancelleremo la povertà, dice il vicepremier Luigi Di Maio a proposito della manovra economica. O ancora «investiremo sul sorriso degli italiani» (e qui, nel replicare, la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli si domanda se in realtà non sia la pubblicità di un dentifricio). Tra metafore ed artifici verbali, c’è la grande corsa all’iperbole, alla promessa delle promesse. È un sottogenere della scienza politica italiana, questa, che spesso si spinge addirittura oltre il materiale. Così Romano Prodi nella campagna elettorale del 2006 prese a parlare di felicità. «Ci meritiamo un po’ più di felicità», disse a gennaio di quell’anno. Poi: «la felicità fa bene anche all’economia». E durante il primo faccia a faccia con Berlusconi chiuse così: «...e allora sarà possibile organizzare un po’ di felicità per noi»... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI