A Padova

Ancora censurato il ricordo delle Foibe

Emanuele Ricucci

A Norma Cossetto non è bastato morire. Non sono bastate le violenze sul suo corpo legato a un tavolo, né quel volo d' angelo giù in una voragine. Il suo nome spaventa ancora chi è costretto a fare i conti con la storia, le cui pagine incollate dal sangue non si riescono proprio a strappare. Il ricordo di Norma Cossetto sta scatenando a Padova un' ondata di censura e violenza. Giovedì 22 marzo, la casa editrice Ferrogallico, con Federico Goglio, assieme all' autore, Emanuele Merlino, e al giornalista, Fausto Biloslavo, avrebbe dovuto presentare il fumetto «Foiba Rossa. Norma Cossetto, storia di un' italiana», dedicato alla giovane studentessa dell' Università di Padova, poco più che ventenne, rapita, dopo minacce e intimidazioni sempre più frequenti, e condannata a violenze sessuali ripetute da parte dei partigiani comunisti di Tito, fino al 4 ottobre 1943, quando assieme ad altri, fu condotta sul ciglio della foiba di Villa Surani e buttata giù. Ad essa, nel 1949, fu attribuita una laurea honoris causa dall' Università di Padova, ed una medaglia d' oro al valor civile, nel 2005, da parte del presidente della Repubblica Ciampi. E proprio l' ateneo patavino era il luogo perfetto per celebrarla tra mite l' arte, con un fumetto. Così l'Esu di Padova, l'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, organizza una presentazione, che avrebbe visto anche la partecipazione dell' Assessore alle Pari Opportunità della Regione Veneto, Elena Donazzan. Ma qui si scatena il delirio. Si urla al fascismo. Nel giro di poco tempo, gli studenti antifascisti, il mondo antagonista e «Non una di meno» prendono posizione. Norma Cossetto non merita di essere ricordata, perché «giovane donna che ha abbracciato il fascismo», sulla cui vicenda vi è «assenza di documentazione e testimonianze certe», come si legge in una nota delle femministe che protestano contro la strumentalizzazione. L' iniziativa viene rimandata, monta la tensione, accompagnata anche dalla gogna a cui vengono sottoposti i creatori del fumetto e il direttore dell' Esu, Stefano Ferrarese - che commenta, «l' evento è stato spostato per salvaguardare la serenità dei ragazzi che vivono nelle residenze, visti i toni di assurda aggressione mediati ca che ha assunto la questione» - con i loro volti impressi su volantini, tra i corridoi dell' ateneo, che recitano «Nessuno spazio ai fascismi». «I gruppi antagonisti hanno avuto modo di ribadire la loro intolleranza e la loro ignoranza ancora una volta» - dichiara a Il Tempo l' assessore Donazzan - «impedire la presentazione di un fumetto sulla tragica vicenda di Norma Cossetto, medaglia d' oro al valor civile, qualifica questi professionisti della violenza. Dispiace constatare che la città di Padova sia diventata ostaggio di questi facinorosi. Presenteremo il Fumetto in questione in consiglio regionale a Venezia». La provocazione non ha prevalso. La presentazione si farà ad Aprile, nonostante i Savonarola 2.0 e le femministe a targhe alterne. «Norma ha avuto la forza di dire no a chi voleva rubarle la dignità. E allora non sarà il pregiudizio a impedirmi di raccontarne la triste storia e quel coraggio», racconta a Il Tempo Emanuele Merlino, autore del fumetto. Nel frattempo, la stele che ne commemora il sacrificio della Cossetto, a Latina, è stata nuovamente imbrattata. Sarà la storia a dar ragione. Evviva il medioevo.