DECRETO SUL FINE VITA

Il Pd accelera sul biotestamento. Oggi in aula al Senato

Dario Martini

Il Senato accelera sul biotestamento, mentre lo Ius soli finisce tra gli ultimi punti all'ordine del giorno nel calendario dei lavori di palazzo Madama e difficilmente si farà in tempo ad esaminarlo perché, è la convinzione di molti, la legislatura "si avvia a gran velocità" verso la sua conclusione. Dopo l'approvazione della legge sul testamento biologico e l'approvazione definitiva, in terza lettura al Senato, della legge di Bilancio, il Governo potrebbe ritenere esaurito il suo compito, avendo ultimato i provvedimenti da mandare alle Camere. Il timing è tutt'altro che ufficiale e, in ogni caso, in costante aggiornamento, ma in Transatlantico non si esclude che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, potrebbe riunire il Consiglio dei ministri già tra il 28 e il 29 dicembre per confrontarsi con la sua squadra di Governo e prendere atto della fine del proprio impegno. Sarebbe questo, viene spiegato, l'ultimo atto dell'esecutivo, una sorta di "congedo" che non comporterebbe nemmeno un "viaggio" del premier verso il Quirinale. Insomma, il presidente del Consiglio non dovrebbe rimettere il suo mandato nelle mani dell'inquilino del Colle. In questo caso, infatti, il presidente della Repubblica potrebbe prendere atto della decisione e sentire i presidenti delle Camere e i rappresentanti dei gruppi per verificare se esistono provvedimenti di natura parlamentare ancora da esaminare e decidere se "tenere in vita" la legislatura. In caso contrario, in un tempo che viene stimato dai più dopo l'Epifania, avviare lo scioglimento delle Camere, potendo contare però su un presidente del Consiglio non dimissionario né sfiduciato, ma nel pieno dei propri poteri per l'esercizio delle funzioni correnti. Alla fine di questa legislatura, ironia della sorte, è proprio palazzo Madama a dettare i tempi, lo stesso palazzo che un anno fa stava per essere espropriato delle sue funzioni. I senatori hanno avviato già oggi la discussione generale sul testamento biologico. Domani pomeriggio si inizieranno a votare gli emendamenti (erano circa 3mila quelli presentati in commissione e la Lega ha già annunciato di voler ripresentare i suoi 1.800) . L'aula riprenderà poi i lavori martedì, con l'obiettivo di chiudere entro la prossima settimana. A favore del provvedimento sono il Pd ("è una nostra priorità, chiudiamo la legislatura all'insegna dei diritti", commenta Luigi Zanda), Liberi e Uguali e il M5S ("I nostri voti ci saranno anche al Senato - assicurano i pentastellati - Vigileremo su possibili trabocchetti. Manca poco: un ultimo sforzo"). Contraria la Lega, mentre Ap pur dicendosi pronta a lasciare libertà di coscienza attacca il testo: "Se non verranno accolte le nostre richieste - tuona Maurizio Lupi - Alternativa popolare voterà no". Anche Forza Italia potrebbe lasciare ai propri senatori la possibilità di scegliere singolarmente cosa votare, così come fatto alla Camera, dove alcuni deputati azzurri dissero sì al testo. Il Senato esaminerà poi il regolamento interno, sul quale c'è un accordo di massima tra i gruppi. La conferenza dei capigruppo ha fissato l'approvazione entro il prossimo 20 dicembre. Da quel momento, infatti, dovrebbe tornare a palazzo Madama la legge di Bilancio per la terza lettura, dopo le modifiche della Camera. L'idea, spiegano fonti di maggioranza, è quella di arrivare all'ok - non escludendo l'ipotesi di ricorrere alla fiducia - entro il 22 o al massimo il 23 dicembre. A quel punto, nonostante in calendario ci siano i provvedimenti che riguardano i testimoni di giustizia, gli orfani di crimini domestici, la prevenzione dell'estremismo jihadista e, appunto, lo ius soli, potrebbe calare il sipario sulla legislatura. Lo sanno bene i partiti, con Liberi e Uguali che punta il dito contro il Pd per "la presa in giro e la beffa" di calendarizzare la legge sulla cittadinanza come ultimo punto e la Lega che esulta: "Lo ius soli? In calendario per il giorno del mai".