IL CASO

"Per stendere Renzi bisogna sparargli", polemica sul titolo di Libero. Feltri: "Non sanno leggere"

Silvia Sfregola

Un titolo provocatorio e una nuova bufera politica. "Per stendere Renzi bisogna sparagli" scrive Libero nel titolo di apertura del quotidiano e i dem fanno subito quadrato attorno all'ex premier e parlano di "incitamento alla violenza". "Ho scelto una metafora di uso comune: attribuire al mio titolo il valore di una minaccia significa essere analfabeti" dichiara il direttore del quotidiano Vittorio Feltri. Ma sui social esplode la polemica con il capogruppo dei deputati Rosato che su Twitter replica: "Ormai si è perso il senso delle parole #vergogna". Stefano Esposito usa il termine "disgusto", Anna Finocchiaro definisce il titolo "inaccettabile". In campo scendono pure il presidente del Senato Piero Grasso e il presidente della Camera Laura Boldrini. "Il titolo di Libero non è un'analisi politica. Non è una metafora. Non è una provocazione. Non è una sintesi. Non è una battuta. È solo triste e intollerabile spazzatura", è il commento di Grasso. Per la presidente della Camera si tratta di un titolo "agghiacciante"."Ed è solo l'ultimo di una lunga serie di incitamenti deliberati all'odio. Questo non è giornalismo. Solidarietà a Matteo Renzi". Ma lo stesso segretario del Pd, protagonista ieri a "diMartedì" anche senza Di Maio, smorza i toni: "La considero una battuta forse non troppo felice, ma non mi sento minacciato da Vittorio Feltri. Ringrazio tutti per la solidarietà. Non esagererei, non la vivo come una minaccia: è una delle provocazioni che a volte voi giornalisti fate". "In un articolo non c'è solo il titolo - ha sottolineato Feltri - Chi vuole capire meglio, legga il testo. E basta leggere il titolo per intero e i primi tre capoversi del pezzo per capire che Renzi è vittima del fuoco amico: Nel Pd goffi tentativi per liberarsene, è la sinistra che gli spara".