LE SCELTE DEI PARTITI

Asse Salvini-Grillo, centrodestra in tilt

Gaetano Mineo

Mai con Renzi, semmai con Grillo. Matteo Salvini continua a tenere vive le fibrillazioni nel centrodestra, ridando linfa a un’alleanza Lega-M5s, archiviata sul nascere in Sicilia, ma viva più che mai per le Politiche. E così, tra conferme, smentite e incontri segreti, il leader della Lega ritorna a porgere la mano ai Cinquestelle: «L’obiettivo è il governo di centrodestra. Ma se all'indomani del voto non dovessimo avere la maggioranza, io non chiamerei mai Gentiloni, Renzi e Alfano, piuttosto alzerei il telefono e chiamerei Beppe Grillo». Apriti cielo. Il primo attacco a Salvini arriva da Gianfranco Rotondi: «Se vuol fare la fine di Bersani, si accomodi. Noi con Grillo prenderemmo solo un caffè perché siamo ospitali, ma di politica preferiamo parlare con chiunque, tranne lui». A dar mano forte al segretario di Rivoluzione Cristiana, Mara Carfagna. «Le discussioni sulle eventuali alleanze dopo il voto lasciano il tempo che trovano, dal momento che il centrodestra unito ha possibilità concrete e tutte le carte in regola per vincere le prossime elezioni politiche e per tornare a governare bene il nostro Paese» rimarca la portavoce dei deputati di Forza Italia, sottolineando che «il Movimento 5 Stelle ha fallito tutte le prove di governo locale e non va inseguito, mentre tutti i partiti di centrodestra hanno oggi il dovere di condividere un programma chiaro, innovativo e serio». Il leader del Carroccio, oggi, non è più il giovane militante degli anni Novanta, quando gironzolava negli uffici di via Bellerio. Da allora, tanta acqua è passata dalle sorgenti del Po sul Monviso. Quindi, è chiaro che l’apertura al M5s di Salvini ha un valore principalmente elettorale. Anzitutto è un messaggio per gli elettori leghisti che, delusi dalla prospettiva di un centrodestra unitario, potrebbero essere tentati di votare Cinquestelle. Ma, soprattutto, è un... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI