IL TEST

Amministrative, urne aperte in mezza Italia

Michele De Feudis

Domani si vota per le elezioni amministrative che, con il dibattito in corso sulle prossime elezioni politiche (anticipate?), saranno una corrida tra i tre poli - centrodestra, centrosinistra e M5S -, e consentiranno di misurare la tenuta delle coalizioni e i rapporti di forza interni tra i vari partiti. Il responso delle comunali sarà uno degli elementi utili per la definizione dei prossimi schemi in vista del rinnovo del Parlamento. A destra il fronte sovranista, composto da Lega e Fratelli d'Italia, cerca un riscontro incoraggiante dopo le tante batoste dei partiti gemelli in Europa (ultima quella dell'Ukip evaporato nel Regno Unito); Forza Italia è interessata a testare la macchina organizzativa nonché gli effetti della mobilitazione animalista, l'appeal di volti nuovi selezionati e la rinnovata centralità di Silvio Berlusconi. L'area moderata, dopo la fibrillazione per il paventato sbarramento al 5% nell'abortita ultima proposta di legge elettorale, punta a confermare una rappresentanza cospicua del ceto medio. Il Pd, invece, potrà avere una ulteriore occasione per confermarsi centro di gravità del centrosinistra, mentre i fuoriusciti di Art.1 Mdp e Sinistra italiana coltivano l'ambizione di catalizzare lo scontento per le politiche renziane. Si voterà in ben 1004 comuni, tra cui ben 25 capoluoghi di provincia. Otto saranno i municipi con oltre centomila abitanti che cambieranno l'amministrazione: Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona. L'eventuale ballottaggio è previsto per domenica 25 giugno. A Genova il centrodestra, dopo aver conquistato la regione con Giovanni Toti, ripropone lo stesso schema - Lega-Fi-Fdi-centristi - a sostegno del candidato sindaco Marco Bucci, manager che potrebbe approfittare delle divisioni a colpi di carte bollate dei pentastellati, mentre ha poche chance Giovanni Crivello, assessore uscente della giunta arancione guidata da Marco Doria. L'area grillina avrà tre aspiranti sindaci: il candidato ufficiale M5S, Luca Pirondini, la contestatrice dei vertici, Marika Cassimatis (fuoriuscita che tenta la corsa solitaria), e Paolo Putti, eletto nelle ultime comunali con il movimento, e ora fuoriuscito. Laboratorio Palermo: la Sicilia resta un interessante osservatorio con effetti nazionali. Il sindaco uscente Leoluca Orlando, sostenuto dal centrosinistra, sfida un centrodestra diviso: Forza Italia appoggia Fabrizio Ferrandelli (alle precedenti elezioni nel Pd) mentre meloniani e salviniani corrono con ll giornalista (collaboratore delle Iene) Ismaele La Vardera. Il caso Taranto: nel comune al centro della querelle Ilva, si candida (con Rc e SI) l'ex procuratore Franco Sebastio, animatore dell'inchiesta contro la proprietà dell'acciaieria «Ambiente svenduto» (indagò anche Vendola), mentre il centrodestra scommette sulla candidatura civica di Stefania Baldassari (direttore del carcere), i grillini (anti-Ilva) sostengono Francesco Nevoli (avvocato); Rinaldo Melucci, presidente dello Ionian Shippin conterà su Pd, Psi, Centristi-Area popolare. A Verona dopo dieci anni da sindaco, Flavio Tosi, ex Lega, lancia per la successione la fidanzata, Patrizia Bisinella, che si confronterà con Federico Sboarina, candidato del centrodestra, cresciuto in An. A Padova il leghista Massimo Bitonci, disarcionato a novembre dal voto di dissidenti forzisti, sogna la conferma con il centrodestra unito, ma dovrà vedersela con Sergio Giordani, ex presidente del Padova calcio, per il centrosinistra. A Lecce il giornalista di Porta a Porta, Mauro Giliberti, scelto dai fittiani, è in pole per la conquista del municipio: il suo maggiore competitor è l'ex assessore di centrodestra Alessandro Della Noci, sostenuto dal movimento trasversale Andare Oltre. Una curiosità in Puglia: a Castellana Grotte e Cassano Murge, i candidati civici di destra hanno costruito una alleanza con liste del Pd. La regione dove saranno chiamati alle urne più cittadini è la Sicilia: voteranno 1.157.334 in 128 comuni.