VERSO IL REFERENDUM

Silvio Berlusconi rompe il silenzio: "Un deciso no alla riforma costituzionale di Matteo Renzi"

Lo hanno accusato di tergiversare, di essere ambiguo e di non voler "disturbare" troppo il premier Matteo Renzi. Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di uscire finalmente allo scoperto e di dire il suo "forte, deciso e responsabile No a questa riforma che favorirebbe una deriva autoritaria davvero con il rischio di un uomo solo al comando. Il contrario della democrazia". Un messaggio chiaro che il leader di Forza Italia invia parlando ai microfoni del Tg5. Manca poco più di un mese e mezzo al referendum del 4 dicembre. E Berlusconi spiega: "Diciamo No perché dopo il No sia possibile approvare, tutti insieme, una riforma vera, diversa, una nuova riforma". Una riforma, aggiunge, che "deve contenere la scelta da parte degli elettori del Presidente della Repubblica, un vero taglio dei parlamentari, che vanno ridotti di oltre la metà, il vincolo di mandato, per cui un eletto non può cambiare bandiera senza dimettersi, un limite costituzionale alle imposte, alla pressione fiscale che nessun governo può superare e infine una vera riforma delle Regioni, che oggi sono diventate un'altra grande e costosa burocrazia". "La riforma costituzionale - insiste - è pericolosa perché potrebbe consegnare a un solo uomo e a un solo partito l'Italia e gli italiani. Con appena il 15% degli aventi diritto al voto, quindi con una esigua minoranza, Grillo ad esempio, già padrone del Suo partito, potrebbe diventare anche col 55% padrone dell'unica camera che farà le leggi ordinarie e quindi diventare anche colui che sceglie il Presidente della Repubblica e i membri della Corte Costituzionale. Vorrebbe dire 'padrone dell'Italia e degli italiani'. E non diciamo No per lasciare le cose come stanno". "Sapete bene - conclude l'ex premier - che siamo in un momento difficile l'economia non cresce, il lavoro manca, la povertà aumenta, l'immigrazione prosegue incontrollata, la sicurezza di tutti è in pericolo, in Europa non riusciamo a far valere le nostre ragioni. Eppure, incredibilmente, questo governo punta su una riforma costituzionale mal scritta e pericolosa per ritrovare quel consenso che non ha più. Anche per questa ragione dobbiamo rispondere con un forte, deciso e responsabile No".