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Raggi sindaco fa vedere le Stelle a Roma

La grillina vola al 67% È la prima donna in Campidoglio. Presi anche 12 Municipi su 14 LETTERA E il marito scrive a Virginia "Mi manchi"

Raggi sindaco fa vedere le Stelle a Roma

COMUNALI, RAGGI: MOMENTO STORICO, SAR SINDACO DI TUTTI - FOTO 2

Una notte che fa storia, quella di Roma Capitale. Virginia Raggi, è la prima donna sindaco della Città eterna. Se confermati i dati, ancora parziali, la vittoria del Movimento 5 Stelle è un record nel record. Oltre trenta punti di distacco dal candidato dem: la grillina vola al 67,17% mentre Roberto Giachetti, resta inchiodato al 32,83. Un risultato epocale. È la prima volta che un Movimento «fuori» dai partiti riesce a scardinare l’apparato capitolino. Ed è la prima volta che il centrosinistra perde di questa misura. Nell’unico caso in cui persero il governo della Capitale fu nel 2008, quando Alemanno vinse con il 53,66% del consenso contro il 46,34 di Rutelli. Un’elezione che sembra lontana un secolo rispetto ai dati di questa notte, dove non solo la grillina diventa sindaco con un consenso mai raggiunto prima da nessun candidato, ma dallo spoglio dei municipi ne è uscito fuori un vero e proprio tsunami. Una responsabilità enorme per il partito di Beppe Grillo che dovrà ora mostrarsi forza di governo. I romani hanno scelto, con un’affluenza al 50,20%. Una tenuta, anche questa, con pochi precedenti. Non a caso il clima tra i pentastellati si è trasformato da «ottimista» a «festoso» già dopo il primo dato sull’affluenza, quello delle 12. Un calo di neanche due punti percentuali faceva infatti ben sperare in un risultato «sostanziale». Tanto da far apparire una "raggiante" Raggi votare al seggio di appartenenza. Il sindaco «in pectore» aveva già comunicato via Twitter: «Oggi servono due qualità: l’onestà e il coRAGGIo», una citazione ambiziosa, quella di Sandro Pertini. Poco dopo su facebook, saluta con un «A riveder le Stelle». E in effetti Roma da stanotte ne vedrà di stelle.

 

La Capitale, da sempre "rossa" con una parentesi "nera" ha deciso di cambiare pelle attraverso un’onda di protesta dagli effetti del tutto sconosciuti. Dei 14 Municipi al voto solo due vanno al Pd, il I (centro storico) e il II (Parioli). Anche la piccola roccaforte di Fratelli d’Italia, al rush finale nel parlamentino di Tor Bella Monaca, ha capitolato di fronte al fascino delle stelle.

 

Un esito senza precedenti per Roma certamente, ma soprattutto per la politica che esce a pezzi dalle urne. Un dato sul quale riflettere e dal quale ripartire. Perché se da una parte il Movimento 5 Stelle si gode, giustamente, l’ingresso nella storia della politica, non solo romana, dall’altra parte il tonfo dei partiti cosiddetti "tradizionali" implica un nuovo inizio. Anche perché il 67 per cento dei consensi su Virginia Raggi indica un flusso di voti non solo «di pancia» o di protesta. Una parte importante del consenso elettorale che ha eletto la prima donna sindaco in Campidoglio viene certamente dalla destra. Una voto «contro» quel centrosinistra che per decenni ha fatto il bello e il cattivo tempo in una Capitale ridotta allo stremo. Non solo però. Gran parte dei voti confluiti sulla Raggi, già dal primo turno, provengono con altrettanta certezza dall’elettorato del Pd e di Sinistra, Ecologia e Libertà. Sono loro in veri sconfitti di questa tornata elettorale che è destinata già da stanotte a cambiare il destino di molti. Esce a testa alta Roberto Giachetti, annunciando la sconfitta già alla seconda proiezione. «Salva» il partito chiarendo subito: «Questa sconfitta appartiene a me, ho chiesto le mani libere e me le hanno lasciate». Una "galanteria" quella del vicepresidente della Camera che non basta ad assolvere un partito che ha sbagliato tutto.

 

Una sfida incredibile quella che i romani hanno deciso di affidare, e condividere, con il Movimento di Beppe Grillo. Un salto nel vuoto per entrambi. I primi, travolti da una responsabilità sino a qualche mese fa impensabile, dovranno dimostrare, con i riflettori del mondo puntati addosso, di essersi trasformati nella promessa forza politica "nuova". I secondi, i romani, esasperati da un gioco di quella stessa politica protagonista di arresti, scandali, bugie in una misura tale da screditare tutto e tutti, da far gettare il bimbo con l’acqua sporca. Uno schiaffo che fa male, quello dei romani. Ai grillini, dopo l’onore della vittoria, l’onere di cambiare davvero una storia cominciata nella notte del 20 giugno 2016.

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