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La grillina Appendino conquista Torino

Il primo messaggio: «La casa del Comune sarà sempre aperta per tutti» Fassino: «Sconfitti perché il centrodestra ha virato verso il MoVimento»

La grillina Appendino conquista Torino

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Virginia Raggi chiama, Chiara Appendino risponde. E se nel primo caso la vittoria nella Capitale sembrava quasi una formalità, nel secondo quella a Torino è la vera (forse unica) sorpresa di queste Comunali 2016. Il MoVimento 5 Stelle strappa il capoluogo piemontese al centrosinistra con una rimonta che ha dell’incredibile. Al primo turno, infatti, Appendino si era fermata a più di 10 punti dal sindaco uscente Piero Fassino (30,9% contro il 41,8%). Il ballottaggio ribalta completamente i rapporti di forza.

La candidata grillina ha ottenuto il 54,6% contro il 45,4% dell’ex segretario dei Ds. Chiamatelo voto di protesta, chiamatela «rottamazione» (Appendino ha 31 anni contro i 66 di Fassino), chiamatela la nascita ufficiale del «tutti contro Renzi». Per il Pd è una sconfitta pesante, inattesa, che dovrà necessariamente aprire una riflessione.

A nulla sono serviti i tweet del primo cittadino che, per tutta la giornata, ha rilanciato l’hashtag «perAmorediTorino». I torinesi hanno deciso di dimostrare il loro «amore» per la città votando la sua avversaria e scrivendo, dopo appena 5 anni, la parola fine sulla sua avventura da sindaco.

Difficile dire che peso abbia avuto il calo dell’affluenza (54,41% contro il 57,17% del primo turno). Di certo c’è che i voti raccolti dalla sinistra radicale lo scorso 5 giugno non hanno dato una grossa mano a Fassino, mentre quelli dei 3 candidati vicini al centrodestra (Roberto Rosso, Osvaldo Napoli e Alberto Morano) hanno aiutato, e molto, la rimonta di Appendino. Secondo un’analisi sommaria dei flussi elettorali, infatti, circa 70-80% delle preferenze raccolte due settimane fa dai «terzi classificati», è andato alla candidata grillina.

L’ex segretario dei Ds, visibilmente provato dalla sconfitta, sottolinea proprio questo punto: «Stasera il dato è che Chiara Appendino è il nuovo sindaco di Torino. Il passaggio da un sistema bipolare ad uno tripolare, in un’elezione a doppio turno, può provocare questo risultato. Se il secondo e il terzo si mettono d’accordo, il primo ne esce sconfitto».

«Ci sarà tempo per riflettere - prosegue - Ma tutti i commentatori, in queste ore, stanno dando la stessa interpretazione: Torino è una città ben governata ma l’esito finale non ci soddisfa. È chiaro che l’unica lettura possibile è una lettura politica. Noi confermiamo il nostro voto, il centrodestra sposta i suoi su Appendino».

Per completezza d’informazione va comunque ricordato che il neosindaco è una grillina «anomala». Laureata in Economia alla Bocconi, una legislatura da consigliere comunale e esperienze professionali alla Juventus e nell’impresa di famiglia, dall’inizio della campagna elettorale ha sempre rivendicato la propria autonomia dal direttorio del MoVimento.

Non a caso le sue prime parole dopo la vittoria sono una rivendicazione, forte, dell’identità delle città: «È stato un cammino lungo iniziato 5 anni fa quando sono entrata per la prima volta nella sala rossa (Appendino è stata consigliere comunale dal 2011 ad oggi ndr ). Finalmente è giunto il nostro tempo. Ringrazio Fassino e tutti coloro che hanno aministrato Torino in questi anni. Noi siamo Torino, ogni torinese dovrà sentire palazzo di Città come la propria casa, la cui porta sarà sempre aperta. Ed ogni scelta che faremo la faremo nell’esclusivo interesse della città». E tanti saluti alla Casaleggio & associati.

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