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Sallusti: "Il premier stia zitto Ha messo il velo alle statue"

Il direttore de Il Giornale: "Si è prostrato agli iraniani che vogliono cancellare Israele"

Sallusti: "Il premier stia zitto Ha messo il velo alle statue"

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«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, cita Primo Levi e difende con vigore la scelta della sua testata di offrire ai lettori il «Mein Kampf» di Hitler. Un’operazione di divulgazione storica che è «nel dna della mia testata, sulla scia delle grandi iniziative editoriali di Montanelli e Cervi». E se a Renzi non sta bene «non dia lezioni - afferma Sallusti - lui, che ha fatto coprire le statue classiche in ossequio a Rouhani, leader di un Paese, l’Iran, che vorrebbe cancellare Israele con le bombe atomiche».

 

 

Direttore Alessandro Sallusti, perché Il Giornale propone il «Mein Kampf»?
«L’idea è nata quando abbiamo pubblicato la notizia che, essendone scaduti i diritti, detenuti dal Governatorato della Baviera, l’Istituto di Storia Moderna della stessa Baviera, in accordo con la Comunità Ebraica, decise di pubblicare un’edizione commentata di questo libro a scopo storico e didattico. Aggiungo che si sta valutando di inserirne la lettura nelle scuole superiori tedesche. È un’operazione storica e di verità, perché solo leggendo il Mein Kampf, libro che molti storici definiscono mediocre se non addirittura noioso, si può capire dove è nata la tragedia del nazismo che, insieme allo stalinismo, è una delle più grandi del ’900 e, forse, della Storia umana».

 

 

In Italia, invece, una valanga di proteste.
«Ho letto che addirittura Renzi ha definito l’iniziativa "squallida". Evidentemente il premier in gioventù ha letto tanti fumetti, ma pochi libri, di certo non "Se questo è un uomo", di Primo Levi, dove è affermato che "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario". Renzi è anche ignorante, non sa che il Mein Kampf è disponibile in qualunque libreria. E non sa che la nostra è un’edizione commentata con una guida alla lettura fatta da un grande storico, il professor Perfetti il quale spiega che, se i Renzi dell’epoca avessero letto il Mein Kampf, probabilmente si sarebbero potute prendere delle contromisure per impedire che il nazismo attecchisse. L’unico che lo lesse fu Charles de Gaulle che lo citò in una delle drammatiche conferenze internazionali organizzate per capire cosa fare con i nazisti. Poi se Renzi vuole farsi paladino della Comunità Ebraica, avrebbe fatto meglio a non coprire le statue classiche in segno di rispetto al leader iraniano che vuole cancellare Israele con le bombe atomiche. Renzi non ci può dare lezioni sullo squallore».
 

 

 

Anche la Boldrini si è adirata.
«È un fatto di costume, la Boldrini non ha alcuna rilevanza politica. Mi piacerebbe che la presidente della Camera si schierasse contro i palestinesi che vogliono annientare Israele. Quando si pronuncerà su questi argomenti l’ascolterò più volentieri».

 

 

Per la sinistra diffondere la storia del Novecento è un’operazione di apologia, perché?
«Il Novecento è stato segnato dal nazismo e dal fascismo, chi voglia comprenderne la storia deve studiare questi movimenti. Io capisco il rispetto per il dolore che è stato causato, ma gli eventi vanno studiati. Contro questo c’è una sorta di negazionismo all’inverso, come se qualcuno volesse negare che questa parte della storia è esistita».

 

 

È stata da pochi giorni varata la legge sul negazionismo, qual è il suo parere?
«Il negazionismo è uno dei pensieri più abietti che circolano, ma finché resta un pensiero e non si traduce in atti non può essere punito. Sanzionare un pensiero è peggio che pensare qualcosa di orribile. Non può esserci una legge che punisce un pensiero, anche il più aberrante, questo avviene nelle dittature».

 

 

Il Novecento è stato anche il secolo di Stalin.
«Gli orrori non si misurano con i numeri, ma guardando le cifre lo stalinismo è stato la più grande tragedia del Novecento ed è proseguito ben oltre la seconda Guerra Mondiale con il silenzio e l’assenso delle grandi democrazie occidentali».

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