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Monarchici sfrattati dalla festa del 2 giugno

La Casa dell’Aviatore cancella il convegno sui 70 anni della Repubblica: «Viola il nostro statuto»

Monarchici sfrattati dalla festa del 2 giugno

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Roma, Italia. Anno 2016. Ma è come se fossimo ancora negli anni ’70. I collettivi di sinistra scendono in piazza per contestare il corteo dei «fascisti» di CasaPound. I partigiani - tutti o quasi - si schierano in difesa della Costituzione. Nella Capitale si discute sull’antisemitismo di Giorgio Almirante. E gli ufficiali dell’esercito sfrattano dalla propria sala i monarchici.

 

Sì, perché nel contesto di una campagna elettorale e referendaria mai così strana e rivolta al passato, la concomitanza con il settantesimo anniversario del referendum istituzionale, il prossimo 2 giugno, ha creato un nuovo corto circuito. Per ricordare quella data, infatti, i rappresentanti dell’Unione Monarchica Italiana hanno organizzato un convegno - dal titolo «70 anni di Repubblica: mandiamola in pensione! È viva la monarchia» - che si terrà questo sabato e che avrebbe dovuto essere ospitato dalla Casa dell’Aviatore di Roma.

 

Avrebbe, appunto. Perché il 19 maggio, lo stesso giorno in cui Il Tempo aveva raccontato la vicenda, dagli avvocati del Circolo Ufficiali dell’Aeronautica militare, è partita una mail all’indirizzo del presidente dell’Umi Alessandro Sacchi con oggetto la cancellazione della prenotazione effettuata dai monarchici. «La Casa dell’Aviatore - hanno scritto gli avvocati Angelo Vallefuoco e Fabio Costa dello Studio legale Vallefuoco & Associati - aveva ricevuto la prenotazione di una sala per il giorno 28 Maggio 2016 dalla U.M.I., la quale aveva riferito che tale convegno avrebbe avuto carattere storico e certamente la nostra assistita non poteva immaginare che dietro tale prenotazione vi fosse un dichiarato annuncio contrario alla cornice istituzionale in cui è configurata la Casa dell’Aviatore e in contrasto con l’articolo 3 dello Statuto in base al quale la Casa dell’Aviatore non può avere finalità politiche».

 

In base allo Statuto, quindi, gli avvocati «comunicano la cancellazione della prenotazione effettata a nome dell’U.M.I. Unione Monarchica Italiana per il 28 p.v., atteso che il tema è contrario alle finalità istituzionali dell’Ente e al contempo i sottoscritti avvocati in nome e per conto della Casa dell’Aviatore invitano e diffidano la U.M.I Unione Monarchica Italiana (...) alla rimozione immediata della locandina allocata sul sito www.monarchia.it/ (...) espungendo da tale pagina ogni riferimento alla Casa dell’Aviatore la quale ha il pieno diritto che la sua immagine non venga associata a iniziative contrarie alla forma di stato repubblicano».

 

Il presidente dell’Umi Alessandro Sacchi, avvocato napoletano, è stato così costretto a cambiare in tutta fretta la location dell’evento - al quale dovrebbero partecipare anche importanti esponenti istituzionali, nonché esponenti di Casa Savoia come il principe Aimone figlio di Amedeo Duca d’Aosta - trovando ospitalità per la stessa data all’Hotel Massimo D’Azeglio, a due passi da Termini.

 

Ma la vicenda potrebbe non concludersi tanto presto. Sacchi, infatti, annuncia azioni legali: «È strano - spiega a Il Tempo - perché avevamo prenotato la sala già nel mese di febbraio, e non come bocciofila Brighella, di Borgovecchio di Sopra, ma come Unione Monarchica Italiana. Hanno anche incassato una caparra... Tuteleremo i nostri diritti in tutte le sedi, e andremo avanti, con la freschezza delle nostre idee». «Evidentemente - conclude il presidente dell’Umi - data la pretestuosità delle motivazioni addotte, il peccato originale della Repubblica, dopo 70 anni, continua a pesare e la discriminazione continua. Un illustre repubblicano come il presidente emerito Sandro Pertini sosteneva "libero fischio in libera piazza", ma la libertà dei monarchici dev'essere compressa, non solo dall’articolo 139 della Costituzione repubblicana, ma da ogni impedimento possibile».

 

In realtà il veto alle iniziative politiche nello Statuto della Casa dell’Aviatore è abbastanza chiaro. «Il Sodalizio - è scritto all’articolo 3 - non persegue né finalità politiche né finalità di lucro». E anche la lista degli eventi ospitati - sulla pagina interner sono disponibili gli ultimi del 2015 e quelli del 2016 - lascia trasparire l’intento dell’ente di non prestarsi a strumentalizzazioni. Si va dalla festa di Hallowen al Cabaret di Gianfranco D’Angelo, dalla cena di San Valentino alla scuola di ballo. Al limite c’è spazio per qualche convegno medico o per presentazioni di libri. Resta la curiosità sul perché la disdetta dell’evento organizzato dai monarchici sia arrivata solo a pochi giorni dal 28 maggio. E, segnatamente, dopo che gli organi di stampa avevano cominciato ad interessarsene. Difficile immaginare che un convegno organizzato da mesi dall’Unione Monarchica in occasione dei 70 anni del referendum istituzionale non avesse anche un carattere politico e non potesse far associare l’immagine del Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare «a iniziative contrarie alla forma di stato repubblicano». Tant’è: seppure in extremis, gli ufficiali dell’esercito si sono schierati in difesa della Repubblica.

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