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Di Stefano: CasaPound crescerà col vento populista come in Austria

Il vicepresidente del movimento e candidato sindao a Roma commenta i risultati delle elezioni presidenziali

Di Stefano: CasaPound crescerà col vento populista come in Austria

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«In Europa c’è un vento di cambiamento che sta ampliando enormemente i consensi dei partiti populisti. Dopo la Francia ora anche in Austria: gli europei si sono stufati dell’Ue e dell’immigrazione selvaggia»: così Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound Italia e candidato sindaco del movimento a Roma, ha commentato il sorprendente risultato nel primo turno delle presidenziali austriache di Norbert Hofer del partito populista Fpo, primo con oltre il 35% dei consensi.

L’analisi del leader delle tartarughe frecciate evidenzia come la crisi economica e sociale in Europa abbia bisogno di nuovi interlocutori: «Assistiamo ad una notevole stagnazione economica, unita all’invasione di immigrati. Il voto austriaco, con popolari e socialdemocratici nettamente ridimensionati, conferma che il popolo non crede possono arrivare soluzioni virtuose dai partiti che hanno governato finora». Il vento populista, in Italia, finora ha premiato solo in parte i movimenti sovranista di destra (preferendo indirizzarsi verso il M5S) ma Di Stefano è convinto che il quadro possa cambiare: «In Europa abbiamo consolidati contatti con alcuni dirigenti del Front National in Francia e con Alba Dorata in Grecia. Il nostro auspicio è che questo vento populista possa far crescere Casapound nelle prossime amministrative». Intanto il movimento Casapound in molti comuni sarà alternativo a Fratelli d’Italia e Lega, altri soggetti politici dell’area sovranista. Gianluca Iannone, presidente di Cp (intervenuto a Bari per l'apertura della sede regionale), traccia questo quadro: «Noi dialoghiamo con chiunque si riconosca nelle nostre tesi. La Meloni? Avrà qualcosa da nascondere: ogni qualvolta si parla di noi, ha atteggiamenti stizzosi. Con Salvini non c'è più collaborazione. Abbiamo fatto un percorso insieme perché il leader della Lega per un periodo ha sostenuto tesi che Casapound, su mondialismo e sovranità, difende da sempre». Per Di Stefano «Salvini e Meloni ripropongono un vecchio schema che guarda alla leadership nel centrodestra, mentre c’è necessità di un cambiamento radicale. Se vogliamo raccogliere le istanze dei popoli europei non basta riproporre la formula della Casa della Libertà, come a Milano, dove la Lega è alleata con il Ncd di Lupi e Alfano». Rimettere insieme i vari pezzi dell’area sovranista? «Salvini deve rompere con le posizioni di Maroni e Giorgetti, ma nel suo partito non ha i numeri per una svolta. Anche a Storace abbiamo chiesto di superare la formula della "riaggregazione" perenne dei colonnelli di An. Per ora andiamo dritti per la nostra strada e contiamo di entrare in consiglio comunale a Roma. Con la sola forza delle nostre idee».

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