cerca

Renzi corteggia la Trilateral

di Luigi Bisignani

Caro Direttore, Matteo Renzi, forse pentito di essersela presa con i poteri forti, con l'intento di riparare, spedisce al plenum della "commissione trilateral", che si riunisce oggi a Roma, i due fiori all'occhiello dell'esecutivo: Maria Elena Boschi e Paolo Gentiloni. Assente giustificata sarà Federica Guidi, proprio lei che della Trilateral è stata per lungo tempo membro attivo. Erano ben 33 anni che l’assemblea plenaria, una sorta di leggendaria «Spectre», non si riuniva in Italia e per l’occasione è stato letteralmente blindato l’Hotel Cavalieri di Monte Mario. Nessuno troverà, a dispetto di alcune anacronistiche vulgate, cappucci e grembiuli; tuttavia questo club esclusivo mantiene ancora il fascino ambiguo e un po’ esoterico di quando nei primi anni Settanta venne fondato da David Rockefeller ed Henry Kissinger, ai quali si accodò per l’Italia Gianni Agnelli, quando la Fiat era la Fiat.

Prima dell'avvento di internet, questa élite economica e finanziaria si trovava a scadenze regolari in luoghi riservati per discutere i destini del mondo. Ora, adeguatasi ai tempi, ha perfino un sito internet e quest’anno, tra le consuete sessioni dedicate all’Europa e alla Cina, a Roma ce ne sarà anche una davvero inquietante sul pericolo nucleare che viene dalla Corea del Nord.

Per il nostro Governo gli organizzatori hanno apparecchiato una bella vetrina. Nella prima tavola rotonda, infatti, parleranno entusiasticamente dell'Italia tre renziani che più doc di così non si può: oltre all'onnipresente Maria Elena Boschi, prenderanno la parola Andrea Guerra, anche lui fino a pochi mesi fa a Palazzo Chigi, e Yoram Gutgeld, che per conto di Renzi dovrebbe occuparsi di spending review. Il dibattito sarà moderato da Monica Maggioni, presidente della Rai e una delle poche habituée ammesse. Chissà cosa ne pensa della scelta degli ospiti Mario Monti, che nella Trilateral da sempre sta come il topo nel formaggio. Gli accreditati andranno al Quirinale da Sergio Mattarella, ma più di tutti ci tenevano a incontrare Bergoglio. Desiderio subito esaudito dal Pontefice, al quale non è sembrato vero ricevere in un colpo solo tanti uomini della finanza laica mondiale. Com’è noto, i soldi non hanno colore. Ad organizzare l'happening nella Sala Clementina, il cardinale australiano George Pell, che se la passa sempre peggio per non aver combattuto i numerosi casi di pedofilia avvenuti nel suo paese e che presto, pare, verrà mandato in pensione. Brutto segnale per la finanza cattolica, ora che anche la Trilateral è stata fatta entrare nella Sala Clementina dalle Guardie Svizzere.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro