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E intanto Storace prova a rifondare An

Oggi e domani La Destra e Azione Nazionale si ritrovano a Orvieto per un percorso comune

E intanto Storace prova a rifondare An

Storace

«Se son fiamme bruceranno», si augura Francesco Storace. E a Orvieto, luogo storico di elaborazione per la destra sociale, oggi e domani ci proveranno La Destra e Azione Nazionale a rimettere assieme spezzoni e temi di ciò che è stata An con l’obiettivo di ridestare «di nuovo una Grande Destra» come recita lo slogan della convention. Una parte della diaspora degli ex An ha deciso di provare un percorso comune nel nome di quella «destra plurale» che sostengono (in polemica con i cugini di Fratelli d’Italia) manchi oggi nel panorama politico: «Va data voce a una destra diffusa – spiega Storace - che esiste ma trova rappresentanza infinitamente minore rispetto alle proprie potenzialità». A tenere banco, nella due giorni, diversi tavoli di lavoro che vanno dall’archeologia della destra alle prospettive tematiche e metodologiche del movimento unitario, con un focus sul referendum sulle trivellazioni, primo banco di prova della capacità di mobilitazione delle opposizioni. La natura assembleare della convention è confermata dal numero elevato di dirigenti che interverrà, con un’attenzione particolare ai «quarantenni» ai quali Azione Nazionale, da parte sua, ha affidato la gestione del proprio movimento. Nella scaletta degli ospiti, nonostante alcune indiscrezioni ne avessero ventilato la presenza, non risulta Gianfranco Fini mentre tra gli altri parteciperanno esponenti di Forza Italia, dei Conservatori e Riformisti, due ex direttori del Secolo d’Italia , economisti, giuristi e un’importante membro del Family Day. Grande attenzione, infine, per l’intervento di chiusura domani di Storace: tra i nodi che scioglierà vi è quello delle amministrative di Roma, dove è ancora ufficialmente candidato ma da tempo chiede agli alleati, prima di tutti a Giorgia Meloni un tavolo per trovare un’intesa. «La politica è faticosa e ha bisogno anche degli antipatici. Quel che conta è la volontà di battersi insieme per un programma da condividere e contro avversari comuni». In caso contrario? «Ad ognuno la propria strada, sapendo che non sarà più possibile invocare alcun voto utile quando si sceglie il percorso della sconfitta per egoismo».

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