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Da Marini a Occhetto rendita assicurata senza sborsare un euro

Una legge del 1974, che prende il nome da Giovanni Mosca, deputato socialista e, in precedenza, leader della Cgil ha fatto il miracolo per molti dei nostri politici più importanti

Una legge del 1974, che prende il nome da Giovanni Mosca, deputato socialista e, in precedenza, leader della Cgil ha fatto il miracolo per molti dei nostri politici più importanti. «La leggina fu presentata per sanare la situazione di qualche centinaio di persone, che nel dopoguerra avevano lavorato per sindacati o partiti politici in nero, cioè senza che a loro nome fossero stati versati all’Inps i contributi dovuti. Bastava una semplice dichiarazione del rappresentante nazionale del sindacato o del partito e si potevano riscattare, al costo dei soli contributi figurativi, interi decenni di attività, a partire dagli anni ’50» spiega Pino Nicotri in un suo articolo. Poiché siamo in Italia, proroga dopo proroga la legge Mosca è diventata non solo una sanatoria per poche centinaia di persone, ma un bengodi per quasi 40mila lavoratori di sindacati e partiti politici. Pensioni facili che hanno procurato alle casse dell’Inps un aggravio valutato in 10 miliardi dì euro. Tra i beneficiari della legge Mosca, molti bei nomi della politica e del sindacato: Armando Cossutta, Achille Occhetto, Giorgio Napolitano, Sergio D’Antoni, Pietro Larizza, Franco Marini, Ottaviano del Turco, la scomparsa Nilde lotti. In prima fila nell’utilizzo il Pci e la Cgil.

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