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Quelle "colazioni" da 800 euro mai chiarite dall’ex sindaco

Viaggi, buffet e cene luculliane: ecco tutti i costi nel mirino

Quelle "colazioni" da 800 euro mai chiarite dall’ex sindaco

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Colazioni istituzionali da 800 euro «a botta». Dopo Ignazio Marino, anche Matteo Renzi rischia di «scivolare» sulle spese di rappresentanza pagate con i soldi del Comune di Firenze, quando indossava la fascia tricolore. Le 56 cene «non giustificate» sono costate al chirurgo dem la poltrona di sindaco di Roma e le accuse di peculato e falso con le quali la Procura capitolina ha chiesto il suo rinvio a giudizio. Ora, alla luce della pronuncia del Tar della Toscana sul ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle, il sindaco Dario Nardella dovrà esibire tutti gli scontrini e le ricevute del suo predecessore, una volta che i consiglieri pentastellati indicheranno all’amministrazione comunale fiorentina le singole voci di spesa in relazione alle quali vogliono avere la documentazione di riscontro.


COLAZIONI E CATERING

Una media di 1.500 euro di servizio transfert con car sharing per gli incontri istituzionali a Roma e colazioni istituzionali da 800 euro. Sono queste le voci che pesano di più tra le spese di rappresentanza sostenute dall’amministrazione comunale di Firenze quando Renzi ricopriva la carica di primo cittadino. Nel 2011 se ne sono andati 46.488 euro, tra catering da 3.330 euro a Palazzo Vecchio per festeggiare la liberazione di Firenze, 2.145 euro di coffee-brack per il 157° anniversario del Corpo della polizia municipale e 2.046 euro di catering per la XVI «Cavalcata dei Magi». Nel 2012 il conto finale è salito a 56.098 euro. Pesano come macigni le colazioni istituzionali: basti citare quelle del 14 e 23 marzo con «rappresentanti del settore dello spettacolo e della cultura, amministratori locali e senatori» costate in totale 1.143 euro. Poi ci sono i 9.200 euro spesi dal Comune di Firenze per il viaggio, l’hotel e il catering allestito per gli artisti senegalesi ospitati per il Festival-concerto di solidarietà Firenze/Senagal «Jokko» tenutosi il 13 dicembre 2012. Nel 2013, invece, la giunta Renzi ha consumato per le spese di rappresentanza 32.320 euro. «Solo» per gli auguri natalizi del sindaco alla cittadinanza è stato allestito a Palazzo Vecchio un catering da 1.320 euro. In quell’anno sono fioccati pranzi, aperitivi e cene istituzionali con non meglio specificati rappresentanti del mondo della saggistica italiana, della stampa straniera, delle telecomunicazioni, ecc. Nell’elenco dei ristoranti, fa la parte del leone «da Lino»: 6.200 euro sono stati spesi qui per varie cene. Le dichiarazioni dello chef avevano fatto scattare l’indagine della Corte dei conti della Toscana.


LA CORTE DEI CONTI

Lo scorso novembre la Procura contabile ha archiviato l’inchiesta sulle spese del Comune di Firenze, negli anni in cui era sindaco Renzi. Secondo quando è emerso, dal 2009 alla fine del suo mandato, per pranzi e cene se ne sarebbe andata una media di 30 euro a persona. A suscitare l’interesse della magistratura contabile fu un’intervista del «Fatto Quotidiano» allo chef fiorentino Lino Amantini del ristorante «da Lino» che disse: «Matteo era sempre qui, mai solo e portava la qualunque. Amici, familiari. Sa quante tavolate, feste, pranzi e cene di lavoro qui? Un’infinità. E poi si mandava la fattura direttamente in Comune». Per accertare se i pagamenti sostenuti da Palazzo Vecchio fossero stati tutti regolari, i magistrati contabili acquisirono in Comune l’elenco degli scontrini e dei giustificativi. Tra questi ci sono i 7,5 dollari spesi a Chicago per due caffè espressi e gli 87,8 per quattro «aragoste in gratin». E poi i 36 dollari per una colazione da Starbucks a base di cappuccino, muffin, yogurt, insalata di frutta; i 50 euro per una bottiglia di vino consumata, insieme a una bistecca da un chilo e 800 grammi in una trattoria di Firenze; gli oltre 7.000 euro alla «Taverna Bronzino». Per non parlare dei 184 euro pagati all’hotel Helvetia e Bristol di Firenze. E la domanda sorgeva spontanea: ma Renzi non viveva a Firenze?


VIAGGI E TRASFERTE

Un altro capitolo inesplorato è quello delle trasferte. Nel 2012 la giunta di Renzi e i consiglieri delegati dal sindaco hanno speso in totale 23.924 euro per i viaggi di servizio e le missione, di cui 12.616 euro solo per le trasferte dell’attuale presidente del Consiglio e 2.776 euro per l’ex assessore Dario Nardella, ora primo cittadino di Firenze. Nel 2013 c’è stata una drastica riduzione delle spese per i viaggi: gli assessori della squadra di Renzi hanno speso in totale 8.428 euro per le missioni, di cui 3.090 euro solo per le trasferte dell'ex sindaco. Nella documentazione pubblicata sul sito del Comune non è possibile però risalire alle singole voci di spesa di questi viaggi «fuori porta».


QUANDO ERA ALLA PROVINCIA

Resta poi un punto interrogativo l’indagine sulla gestione finanziaria della Provincia di Firenze, nel periodo in cui a guidarla c’era l’attuale presidente del Consiglio. Sulla base di un esposto presentato il primo agosto del 2014 da Alessandro Maiorano, dipendente del Comune fiorentino, la Procura del capoluogo toscano aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati. In un’informativa consegnata ai pm il 7 maggio scorso, il Nucleo di polizia tributaria ha messo nero su bianco che molte delle spese effettuate «non potevano gravare sul bilancio dell'ente». È emerso che Renzi dal 2007 al 2009 ha attinto 10.190 euro dalla carta di credito dell'ente «per effettuare spese di ristorazione, giustificate all'amministrazione con motivazioni del tutto generiche». Addirittura, con i soldi dei cittadini è stato sottoscritto dal 2007 al 2009 un abbonamento Sky (cinema, sport e calcio), «in uso esclusivo al suo presidente Renzi, ritenuto non inerente all’attività istituzionale dell’ente». Nonostante gli sprechi certificati dai finanzieri, la Procura ha chiesto l'archiviazione dell'indagine.

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