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La clinica dei Vip scuote la Regione

Pressioni su un funzionario per l’apertura di una struttura ginecologica Nelle carte spuntano i nomi del presidente Leodori, Gasbarra e D’Amato

La clinica dei Vip scuote la Regione

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I rapporti «strettissimi e particolari» di Claudio Giorlandino con la Regione Lazio finiscono sotto inchiesta alla Procura della Repubblica di Roma. Dietro il procedimento, che si annuncia esplosivo, le richieste pressanti del ginecologo dei vip di aprire una nuova struttura sanitaria, un «Day Surgery». Un'operazione che coinvolge, a più riprese, il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori col suo segretario Gianni Paglia, l'ex presidente della Provincia di Roma e attuale eurodeputato Pd, Enrico Gasbarra, Alessio D'Amato, capo cabina di regia Sanità della Regione, e l'alto dirigente Flori De Grassi. Il fascicolo non conta indagati ma l’obiettivo, stando agli atti d'indagine, sarebbe stato quello di muovere pressioni sul funzionario regionale Giorgio Spunticchia, «colpevole» di aver già bocciato una richiesta di Giorlandino di aprire il «Day Surgery». Il ginecologo, così, si attiva in tutti i modi per aggirare l'ostacolo, chiedendo un intervento politico.

 

 

L'ANTEFATTO

A novembre 2013, secondo le ipotesi della Procura, Claudio Giorlandino ha assoldato un manipolo di carabinieri senza scrupoli per controllare la sorella, la cui unica colpa è di aver vinto un procedimento civile in cui è divenuta titolare del marchio Artemisia Lab. Stalking e pressioni per le quali il ginecologo è alla sbarra degli imputati. Nello stesso periodo gli investigatori dei carabinieri della Compagnia Eur scoprono dell'altro. Negli atti d'indagine si legge che attraverso «il presidente del consiglio regionale e altri politici con cui è in contatto Claudio Giorlandino, cerca di ottenere l'autorizzazione per aprire un "Day Surgery", struttura che aveva ricevuto già uno stop dalla Regione». Il ginecologo si attiva in tutti i modi per superare gli ostacoli.

 

 

TOLGO LAVORO AL PUBBLICO

Il 21 novembre, alle 8.49, Claudio Giorlandino contatta il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori. «Daniele, mi dispiace disturbarti». «Non mi disturbi mai - risponde il politico del Pd - Gianni (Paglia, suo segretario, ndr) mi ha aggiornato sempre e tu mi puoi chiamare sempre». Giorlandino parla dello stop al "Day Surgery": «Credo che sia la volontà di non far lavorare il privato, io ti voglio dire, qua c’è una bellissima struttura, io faccio un investimento, cresco, metto altre segretarie, facciamo lavorare altri medici, tolgo lavoro al pubblico, la volontà e non far lavorare il privato, ma perché?». Leodori assicura che sta andando da «De Grassi (Flori, dirigente Asl, ndr) con Alessio D'Amato e nel primo pomeriggio dovrei stare da loro, sto aspettando che mi dicono l'orario, non ti preoccupare».

 

 

IL PRESIDENTE LEODORI

Poche ore dopo, alle 12.04, Leodori richiama Giorlandino. Il ginecologo è «agitatissimo». Hanno chiuso Artemisia Lab per presunte irregolarità (oggi rivelatesi false) e teme che possano associare il suo nome a quello della sorella, facendo tramontare il suo progetto di un "Day Surgery" nuovo. «Gliel'hanno chiuso - dice il medico al politico - perché era tutto falso, però...io non ho detto mezza parola su di loro...». «Su queste cose, esatto, allora - spiega Leodori - la questione che ti volevo dire che invece alle 18.00 di lunedì io ho appuntamento con Spunticchia». «Meno male - interviene Giorlandino - che non ce l'avesse con noi...noi non c'entriamo proprio niente». «Non c'entra niente - lo interrompe Leodori - non ti preoccupare, io chiarirò questa cosa. Tu mi devi fare avere tutte le lettere». «Note e lettere - afferma il medico - ti mando tutto subito, posso mandarti tutto oggi pomeriggio in Regione. Ti preparo tutto con le note». Successivamente, alle 12.29, Giorlandino è chiamato dal segretario di Leodori, Gianni Paglia. Afferma di aver mandato una «email a D'Amato stamattina» e che poi «l'ho rimandata anche in vista a Daniele che mi ha dato l'ok». Giorlandino spiega che Leodori «mi ha detto di preparare una relazione molto dettagliata, schematica su quali sono i punti critici che lunedì ne va a parlare con Spunticchia».

 

 

L’ONOREVOLE GASBARRA

Di tutta la vicenda sembra che il ginecologo avvisi anche l'eurodeputato del Pd, Enrico Gasbarra. Col politico, con trascorsi nel Comune di Roma e alla Provincia, ha un rapporto molto amicale. Stando agli investigatori dei carabinieri, avrebbe chiesto un aiuto per la questione «Day Surgery» anche al politico. In un sms dello stesso giorno, alle 18.30, Gasbarra scrive: «Ciao fratellino oggi ho chiamato Alessio D'Amato e mi ha detto che martedì c'è l'incontro con te per risolvere i problemi. Un abbraccio». Giorlandino risponde: «Enry grazieeeee! Non volevo disturbarti più per questa cosa ma ero certo che vegliavi su di me. Ti abbraccio e spero di vederti presto!».

 

 

CI VUOLE D'AMATO

Qualche giorno dopo, il 27 novembre, il segretario di Leodori, Paglia, chiama nuovamente Giorlandino. Il medico afferma che «questo Spunticchia non lo so...mi pare che il presidente (Leodori, ndr) gli abbia...l'abbia messo...», «sull'attenti» interviene Paglia, che precisa: «Sul personale». Perché, stando a Giorlandino, «purtroppo Spunticchia da solo è difficile che si convince». Giorlandino ritiene che sarebbe necessaria la presenza del capo cabina di regia Sanità della Regione: «Se c'era D'Amato, perché questo qua (Spunticchia, ndr) è un po' tosto». Poco dopo arriva un sms sull'utenza di Giorlandino, messaggio inviato dalla sua segretaria che afferma: «Ci sarà D'Amato». La vicenda si conclude, secondo gli atti, con un sms di Giorlandino a Leodori del 28 novembre alle 20:47: «Daniele carissimo, grazie! Parrebbe che l'Amministrazione si sia resa conto degli errori e, dopo una fase inziale di chiusura (...) abbiamo convinto Spunticchia delle nostre ragioni legali». 

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