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Tassisti, pompieri, ex brigadieri Ecco le «sentinelle della paura»

Silvia Mancinelli Mentre Roma si blinda in cielo – col divieto assoluto di sorvolo – e in terra – con restrizioni al trasporto di armi e carburante – 500 uomini e donne rinunciano al proprio tempo...

Mentre Roma si blinda in cielo – col divieto assoluto di sorvolo – e in terra – con restrizioni al trasporto di armi e carburante – 500 uomini e donne rinunciano al proprio tempo libero per trasformarsi in sentinelle antiterrorismo. Sono iniziate ieri pomeriggio le lezioni per formare tassisti, ispettori del trasporto pubblico, vigili urbani, agenti della polizia provinciale, vigili del fuoco e associazione nazionale carabinieri. I corsi, totalmente gratuiti, sono stati promossi dall’associazione «Difendiamo l’Italia dal Terrorismo» guidata da Fabrizio Santori e realizzati grazie al contributo dell’Ecole Universitaire Internazionale, istituto di formazione e ricerca per la sicurezza nazionale. «Un’iniziativa che nasce dall’idea di rispondere alle minacce del terrorismo, ancor prima degli attentati di Parigi – spiega Sabrina Magris, presidente dell’Ecole -. Come i francesi sono scesi in piazza a manifestare, i cittadini romani che ogni giorno vivono il territorio per il proprio lavoro, si offrono come occhi vigili per cercare di prevenire ogni possibile attentato e individuare eventuali terroristi. Sensibilizzati e istruiti, i tassisti, gli autisti degli autobus o i vigili urbani diventeranno un valido sostegno alle forze dell’ordine». Al tassista ogni giorno a contatto con gente diversa o al volontario della protezione civile, per fare un esempio, sarà spiegato come intervenire in caso di contatto con un terrorista o come segnalare una macchina parcheggiata da giorni davanti ad un obiettivo sensibile. «Certo non potranno e non dovranno sostituirsi alle forze di polizia – precisa Santori -, ma se anche solo uno dei 500 corsisti riuscirà a sventare un attentato, sarà comunque un successo». Il progetto, che terminerà a gennaio, è il primo in tutto il mondo. «Le lezioni partono da un minimo di 36 fino a superare le 100 ore – spiega Valeria Campana, dell’associazione Difendiamo l’Italia – e sono nate da un sondaggio fatto tra i romani. Il dato, emerso un mese prima dei fatti di Parigi, raccontava di un 65% dei cittadini insicuro e di un 42% vittima di atti criminosi. Una percentuale schizzata in alto, fino a toccare quota 88%, subito dopo il 13 novembre. L’idea è di aiutare, spontaneamente e senza fini di lucro, e speriamo che il Prefetto sposi questo progetto». Le falle nel sistema d’altronde sembrano incolmabili, nonostante il lavoro instancabile delle forze dell’ordine e del Questore di Roma, ed il colonnello Pietro Scuricini, già nello Stato Maggiore dell’Esercito, lo ha mostrato agli 80 volontari della Protezione Civile a lezione. «Un esempio su tutti l’anteprima del film su Papa Franscesco, martedì scorso nell’aula Paolo VI – ha esordito l'ufficiale, per 20 anni nella Nato -. La sala stracolma, con 12mila presenti, era di fatto ingestibile: 3 varchi aperti, 4mila persone in un’ora e mezzo per ogni punto di accesso, disabili e genitori con la carrozzina a rallentare la fila, persone fatte entrare senza controllo per malori improvvisi, considerata l’assenza di un’ambulanza esterna. L’8 dicembre non sarà più facile: i varchi, che apriranno alle 7,30 per la messa delle 9,30, vedranno passare al minuto 300 delle 50mila persone stimate».

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