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Augello e Piso lasciano Ncd Il caso dei «gesti sessisti» sarà riesaminato

Continua la «fuga» da Ncd. Dopo l’addio di Nunzia De Girolamo e lo strappo di Getano Quagliariello, dimessosi da coordinatore del partito, sono Andrea Augello e Vincenzo Piso i prossimi due che...

Continua la «fuga» da Ncd. Dopo l’addio di Nunzia De Girolamo e lo strappo di Getano Quagliariello, dimessosi da coordinatore del partito, sono Andrea Augello e Vincenzo Piso i prossimi due che saluteranno la compagnia. «Da giugno vado ripetendo che, una volta approvata la legge di stabilità e superata la cosiddetta fase emergenziale, se la prospettiva politica nel Nuovo centrodestra è ancora quella di fare un'alleanza organica con la sinistra, allora io me ne vado» ha spiegato il senatore Andrea Augello. «Chiaramente, non andrò con Forza Italia, nè con la Lega. Ho sempre lavorato per una federazione di centrodestra alternativa a Salvini. Lavoro per la ricomposizione di un’area di centrodestra con chi ci sta e la pensa allo stesso modo, non farò certo alleanze con la sinistra, a maggior ragione con Verdini».

Sulle stesse posizioni il deputato Vincenzo Piso: «Non credo in un’alleanza organica tra Ncd e il Pd. Finora ho sostenuto un governo di emergenza. Ma se dopo l’approvazione della legge di stabilità il mio partito dovesse pensare di stringere un’alleanza con la sinistra, allora io me ne vado». «Io, come Fitto e Tosi e tanti altri - continua Piso - dobbiamo ripartire per ricomporre il centrodestra, tutto qui. Non cerco operazioni di palazzo, immagino una ridefinizione complessiva del centrodestra con chi ci sta».

«Ho interrotto lo sciopero della fame. Il nostro capogruppo Barani ha ricevuto assicurazioni dalla presidenza del Senato che un Consiglio di presidenza rivedrà la mia posizione alla luce dei filmati che indicano che il mio gesto, inopportuno per carità, era inserito in un contesto dove i comportamenti di tutti gli altri andranno valutati con i filmati che abbiamo messo a disposizione».

Lo ha svelato Vincenzo D’Anna, portavoce di Ala, il gruppo dei verdiniani a Palazzo Madama, a proposito della vicenda legata alla bagarre a sfondo sessuale in aula a palazzo Madama ai primi di ottobre durante il dibattito sulla riforma costituzionale. «Mi ritengo soddisfatto - ha detto il senatore all’AdnKronos - per la possibilità che mi è stata riconosciuta di far valere le mie ragioni. Non è stata una forma di pressione, ma una rivendicazione di dignità. D’altronde, i cinque giorni di sospensione li ho scontati».

«Quanto ho perso? Cinque-sei chili, ma i medici - ha raccontato ancora D’Anna - mi hanno imposto di ricorrere a bevande zuccherate, sennò avrei perso pure di più. È stato il mio primo sciopero della fame e spero anche l’ultimo. Non è bello vivere perennemente con il mal di testa...».

D’Anna e Barani nelle scorse settimane avevano anche tenuto una lunga conferenza stampa per discolparsi dalle accuse con tanto di video che li scagionavano. In particolare, dai filmati ottenuti - quelli realizzati dalle telecamere di servizio di Palazzo Madama - si scopriva che il senatore Barani non aveva mai mimato del sesso orale nei confronti delle parlamentari del M5S e che la reazione di queste ultime arrivava solo a quindici minuti di distanza dal gesto «incriminato». Relativamente a D’Anna, invece, il senatore aveva mostrato il video della grillina Barbara Lezzi mentre agitava la sua blusa e aveva sostenuto che lui aveva semplicemente riprodotto quel gesto.

In definitiva, i due senatori di Ala avevano messo nel mirino il presidente del Senato Pietro Grasso, colpevole a loro dire di una pessima gestione dell’Aula, e il sistema dei media, che li aveva fatti passare per sessisti senza prove. E così D’Anna aveva cominciato uno sciopero della fame per «riabilitare» la sua immagine e ottenere un nuovo consiglio di presidenza sui disordini dell’Aula. Ora i provvedimenti potrebbero colpire altri senatori che quel giorno si resero protagonisti della bagarre.

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