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«E pensare che stavamo vendendo tante auto...»

Preoccupazione tra i rivenditori romani: «Il mercato era in ripresa, i clienti sono disorientati»

«Brutto colpo per l’immagine del marchio», «una vicenda che va approfondita per bene», aperta contrarietà alle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Galletti, che ha fatto sapere che «qualora necessario», l'Italia potrebbe «assumere iniziative quali il blocco delle vendite e il ritiro dei veicoli commercializzati». E un coro di «Sono gli importatori dell’azienda tedesca (la Volkswagen Group Italia spa, ndr) a doversi esporre». In attesa di verificare il coinvolgimento dei veicoli italiani nello scandalo americano targato Volkswagen, l’aria che tira nelle concessionarie del brand nella Capitale è un misto di sconcerto e preoccupazione per le potenziali perdite di clienti. «Stiamo alle notizie riportate dalla stampa che parlano di un fatto che ha toccato esclusivamente, per adesso, le autovetture turbo diesel 2000 omologate negli Usa. Al momento, per i nostri clienti non ci sono grosse difficoltà, ma il problema di immagine è chiaro, non è una bella pubblicità», non fa mistero Pierpaolo Rosa, responsabile vendite di Ital Wagen, concessionaria Volkswagen di via della Magliana. Puntualizzando poi: «Sulla storia delle emissioni e pure dei consumi manca un metodo universale: una cosa la misurazione fatta al banco un’altra quando l’auto viene utilizzata concretamente. Tra Paesi europei e Usa le norme sono diverse. Certo, quello che poi hanno fatto non lo sappiamo». «Abbiamo ricevuto una pioggia di telefonate di gente che vuole capire. Si sono sempre affidati alla massima qualità di questo marchio e quella rimane, però la storia li ha frastornati», commenta Ruggero Picchi, responsabile Tirrena Auto di viale dei Romagnoli ad Ostia. «Sospendere le vendite? Intanto, ci dovrebbero essere riscontri dettagliati in tema di sicurezza ambientale, ma comunque è una cosa che non sta né in cielo né in terra», prosegue. «Nessun Ministro dell’Ambiente potrebbe fermare il mondo. In questa storia c’è qualcosa che non quadra, mi sembra strano esca fuori ora se già molto i servizi federali Usa sapevano da tempo». «Fermare le vendite? Non si rendono conto di cosa significa, sono parole molto grosse, che sarebbe meglio non dire. E, soprattutto, che fanno un danno alla nostra economia, non alla Volkswagen: in Italia vengono vendute ogni anno oltre 100.000 auto di questo marchio, c’è un indotto pazzesco, esistono più di 100 concessionarie in tutto il Paese, aziende importanti. La nostra tensione è altissima. Stanno condannando prima di fare le indagini, e non è sano. In Italia vige la normativa Euro 6, differente da quella americana, da noi fino a prova contraria non c’è alcun problema», dicono da Area Motori. E ancora: «I nostri clienti? Sono confusi, è normale. Ci auguriamo non subiremo cali di vendite, ma se continuano le notizie di questo peso la risonanza sarà sempre più forte». I diversi no comment registrati parlano da soli. Nella sede di via Tiburtina di Valentino Automobili: «Non rilasciamo dichiarazioni». «Non siamo noi a doverci esporre», ci fa sapere il direttore marketing di Autocentri Balduina di via Appia Nuova. «Come commentiamo? Lasci stare», la prendono male nella filiale di via Cipro.

Da Hauswagen ci liquidano con «Oggi non c’è nessuno dei responsabili, mi spiace». Dal canto suo, la Volkswagen Group Italia, importatore e distributore ufficiale per l’Italia, da Verona fa sapere di «attendere le indagini approfondite in corso della casa madre in Germania».

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