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De Girolamo: "Torno in Forza Italia E non ho paura del cerchio magico"

L'intervista all'ex ministro delle Politiche agricole: "Angelino ha ceduto ma io non morirò renziana"

Non le ha mai mandate a dire. Sarà per questo che dopo aver criticato il Pdl, ed evitato di entrare in Forza Italia, ora ha deciso di lasciare anche Ncd. Per non «morire renziana». Più chiara di così, in effetti, non poteva essere Nunzia De Girolamo, due legislature in Parlamento, per nove mesi ministro delle Politiche agricole.

 

Onorevole De Girolamo, è definitivo il suo addio al Nuovo Centrodestra?
«Certo. Rispetto le loro idee e le loro scelte ma l’appiattimento su Renzi e l’accordo strutturale con il Pd non fanno parte della mia storia politica. Non baratto i miei valori di centrodestra per un posto al sole».

 

Eppure adesso il centrodestra è balcanizzato...
«Va ricostruito. È stato troppo facile negli anni passati brillare della luce di Berlusconi. E adesso che vogliamo fare? Non certo il Partito della Nazione con Renzi, come vorrebbero alcuni esponenti di Ncd. Peraltro credo che, politicamente, si illudano: il Pd non li accetterà mai».

 

Sembra che ci siano anche altri parlamentari di Ncd pronti a lasciare il partito. Le risulta?
«Ognuno deciderà in libertà cosa vuole fare da grande. Di certo Ncd ha fallito: era nato per costruire una nuova storia di centrodestra, invece sta andando verso il centrosinistra. Come ha detto una volta Cicchitto, almeno cambi nome. Attenzione, però: sul fallimento di Ncd io ci metto la faccia, non faccio scaricabarile, mi prendo le mie responsabilità».

 

Prima il Pdl, poi Ncd. Si sente una «superdissidente»?
«La critica è alla base della democrazia. I signor sì non hanno mai prodotto grandi risultati. Se penso che una cosa non va bene, lo dico. Era giusto stare al governo con la Sinistra per realizzare le riforme e anche nostre iniziative ma non possiamo sempre piegarci al volere della Boschi e di Renzi. È stato così in tanti casi. Tutti si lamentano delle società partecipate, eppure i miei emendamenti per eliminarle sono stati bocciati. Da ministro ho tolto l’Imu agricola, questo governo l’ha reintrodotta. Mi aspetto che anche sulle coppie di fatto Ncd sarà costretta a cedere».

 

Ma quando lei ha espresso le sue «perplessità», Alfano che ha detto?
«Lui ritiene che quella sia l’unica linea politica e che in un piccolo partito non ci sia spazio per il dissenso. Ho chiesto spesso un congresso per verificare le nostre scelte ma niente. I risultati deludenti delle amministrative confermano che la linea è schizofrenica. Il coordinatore del partito di Milano dice che bisogna andare a destra, quello di Napoli sostiene che si faranno le primarie con il Pd. Non si può andare avanti».

 

C’è stato anche lo zampino di Berlusconi nella sua decisione? L’ha visto pochi giorni fa in Sardegna...
«Non ho mai smesso di incontrarlo. In questo anno e mezzo ho avuto sempre un confronto con lui. Berlusconi resta una guida per me e per la mia storia».

 

Ma adesso non teme che il suo ritorno in Forza Italia sia ostacolato dal cerchio magico del Cavaliere?
«Forza Italia è Berlusconi. Non conosco cerchi magici. Continuerò a fare politica con il cuore, con coraggio e una dose di incoscienza, come ho sempre fatto. E comunque io voglio contribuire alla ricostruzione del centrodestra. Non voglio certo rovinare l’orticello di qualcuno ma qui c’è in gioco qualcosa di molto più importante, visto che il 52 per cento degli italiani non vota più».

 

La sua scelta le attirerà critiche o farà aprire gli occhi ad altri?
«La politica è come la vita: qualcuno mi vorrà male ma altri rifletteranno. Molti lo stanno già facendo da tempo sui territori, dove si prendono i voti».

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