«Mai conosciuto l’uomo delle coop quello che dice è palesemente falso»

«Non ho idea del perché Buzzi abbia detto quelle cose sul mio conto, quello che è certo è che è tutto palesemente una sciocchezza». È tranquilla Sveva Belviso, ex vicesindaco della Capitale e assessore alle Politiche sociali ai tempi della giunta di Gianni Alemanno, tirata in mezzo da Salvatore Buzzi nel suo interrogatorio del 21 luglio nel carcere di Cagliari. Davanti ai magistrati della Distrettuale antimafia, infatti, il ras delle cooperative, considerato dagli inquirenti come il braccio economico di Mafia Capitale, aveva raccontato del meccanismo che, a suo dire, avrebbe consentito il trasferimento degli abitanti dal campo rom di Ponte Marconi. Un meccanismo dai tratti surreali che, secondo Buzzi, avrebbe interessato anche la fondatrice dell’Altra Destra in Assemblea capitolina. Onorevole Belviso, per lei sono sciocchezze ma Buzzi la tira in ballo. «È tutto davvero incomprensibile, il trasferimento di cui si parla poi risale al 2005 quando io non avevo alcun ruolo di amministratore. E poi, siamo seri, come si fa a considerarmi come garante di un accordo, tra l’altro illegale, che consentiva il trasferimento dei rom nel mio municipio e quindi nel mio bacino elettorale». Secondo il racconto Buzzi, il Comune di Roma avrebbe pagato 30 mila euro attraverso Odevaine per foraggiare i due capi del campo che avrebbero convinto la loro gente a trasferirsi senza creare troppi problemi. Accordo di cui lo stesso Odevaine, nel racconto di Buzzi che viene considerato però dagli inquirenti come parziale e contradditorio, sarebbe stato il garante, proprio assieme a lei. «Sanno tutti che il Comune non dispone di fondi neri da dare ai nomadi o ad altri». Sempre secondo quanto detto dal ras delle cooperative, lei avrebbe avuto «interessi corposi nei campi nomadi perché il marito ha fatto il campo nomadi», è vero? «È una sciocchezza e tra l’altro è molto semplice dimostrare che questa accusa è palesemente falsa. Basta fare una visura camerale delle aziende che si occuparono di quei lavori per capire che le aziende che hanno eseguito i lavori non hanno nulla a che fare con le aziende di mio marito. Basta prendere l’atto pubblico, una semplice verifica che tutti sono in grado di fare per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Basta una verifica». Secondo lei perché Buzzi starebbe mentendo? «Quello che credo è che Buzzi stia dicendo queste cose nel tentativo di alleggerire la sua posizione in vista della probabile condanna visto lo schifo di cui si è reso responsabile». Ma ha mai incontrato Buzzi? «Non conosco Salvatore Buzzi e non ho mai intrattenuto con lui una conversazione. Mi auguro che la magistratura vada fino in fondo a questa orrenda vicenda senza fare sconti a nessuno, anche per ridare un minimo di dignità alla nostra città».