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Infopoint chiusi per ferie I turisti restano senza «ciceroni»

Su 14 punti in attività solo 10, alcuni "invisibili" altri funzionano a singhiozzo 

«Sorry, can you help me?», «Scusi sa per caso dirmi come posso raggiungere il centro?», «Wo ist das Pantheon», «¿Cómo puedo mover a la ciudad?». Cari turisti, perdete pure le speranze perché qui nessuno saprà indicarvi la via. La vergogna degli info point turistici del Comune di Roma inizia a Fiumicino dove, a causa del rogo che lo scorso 7 maggio ha distrutto parte del Terminal 3, non è stato ripristinato il servizio di informazioni turistiche. Nessuno, con la stagione estiva nel vivo e il Giubileo alle porte, ha pensato di installare il box in un qualsiasi altro punto dell’aerostazione. L’odissea del visitatore che non ha pianificato le vacanze ma ha preferito affidarsi alla formula «sacca in spalla», inizia appena mette piede sul suolo romano. Ovviamente continua anche in città, sempre che riesca a trovare le indicazioni giuste per raggiungere il centro con i mezzi pubblici. A Termini le cose non vanno affatto meglio. Qui c’è il banco informazioni: peccato che non sia posizionato nel grande atrio all’ingresso della stazione ma in un’appendice sconfinata, nei pressi del binario 23, su via Giolitti, e non esiste alcuna indicazione che conduca il turista all’ufficio. Il Tempo ha impiegato ben 20 minuti prima di trovare la "i" di informazioni. «Non è la prima volta, qui è la quotidianità» dice una commessa di uno store all’ingresso. «I turisti che arrivano trovano i rom come bigliettino di benvenuto. Non c’è uno stand che pubblicizzi la città - fa sponda la collega -. Noi, che abbiamo difficoltà con le lingue, ci ritroviamo a dare indicazioni, esprimendoci a gesti o facendo disegni, ai passanti che chiedono dove o come si possa raggiungere un museo piuttosto che un albergo». Effettivamente basta guardarsi intorno per rendersi conto dei volti spaesati degli stranieri con trolley. Peggio se la passa la più moderna stazione Tiburtina dove l’edicola colma al meglio le lacune degli addetti ai lavori. Scorrendo la lista dei chioschi indicati sul sito comunale si evince che, a conti fatti, su 14 punti segnalati ne funzionano a pieno regime 10. La scelta delle location risulta alquanto singolare. Molti di questi uffici, che dovrebbero essere presenti nei punti nevralgici dell’Urbe, si trovano in strade secondarie o in zone dove il flusso turistico è nettamente inferiore rispetto ai numeri delle grandi attrattive. Ad esempio c’è un banco informazioni su via Nazionale ma manca in piazza di Spagna, del Popolo o al Pantheon. Su via del Corso se ne trova uno solo a via Minghetti, verso piazza Venezia. I vacanzieri vagano per le strade affidandosi a cartine oppure ai più tecnologici smartphone. Quello di piazza Barberini, ma in realtà è in stradina laterale, è aperto dal lunedì al venerdì. Il chiosco in piazza SS. Apostoli è aperto dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00; la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dal 15 al 23 agosto chiude per ferie. Singolare calendario lavorativo, non quanto quello di Ostia Lido dove, a leggere le info, è chiuso da lunedì a venerdì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 21.45. Dal 28 settembre la nuova riapertura a maggio 2016 non sarà disponibile. A Castel Sant’Angelo i numerosi baretti sul lungotevere, all’occorrenza, diventano punti di informazioni turistiche. «È la normalità - dice un barista -. La gente a volte entra solo per avere indicazioni. Li capisco, come si fa a lasciare scoperta questa zona?». A far compagnia c’è anche Trastevere. Il caratteristico quartiere romano che, con i suoi scorci, fa impazzire le macchine fotografiche dei turisti, non è dotato di un chiosco in grado di dare delle specifiche. Così anche a San Giovanni e Villa Borghese. Cari turisti, prendete informazioni prima di arrivare a Roma.

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