Misteri e depistaggi sulla Bmw che sequestrò la ragazza
Già nel 1983 i servizi segreti erano sulle tracce di una Bmw. La stessa, forse, di cui racconta Sabrina Minardi, la superteste ed ex compagna di Renatino De Pedis, nella sua ricostruzione di come andarono i fatti relativi al sequestro di Emanuela Orlandi. Gli atti sono del Sisde, il vecchio servizio segreto, che però non riporta né l’estensore né la data ma solo l’anno: 1983. In particolare, nei recenti accertamenti sul sequestro, gli agenti di polizia si sono imbattuti in un «fascicolo relativo ad attività effettuate a suo tempo dal Sisde in relazione al sequestro di cui trattasi». Il «fascicolo – si legge – è composto di note inerenti comunicazioni tra gli uffici del Sisde relative al 1983 ed appunti (tutti privi di data ed estensore) inerenti notizie varie acquisite all’epoca e relativi approfondimenti». Stando a quanto riportato nell’atto, si tratta di «un’attività di ricerca concernente gli intestatari dell’autovettura Bmw», la stessa, probabilmente, di cui parla la Minardi, segnalata «all’operatore del Sisde da un’officina». La donna, infatti, racconta che Emanuela Orlandi fu fatta salire su una Bmw e condotta in viale delle Mura Aurelie vicino al cancello che «immette all’interno del territorio Vaticano». «Lì c’era ad attenderla una persona in abito clericale, a bordo di una autovettura Mercedes, di colore nero, con i vetri oscurati e con targa Vaticana che, prelevata la ragazza». Stando a quanto ipotizzato, mandante dell’operazione sarebbe stato il cardinale Paul Marcinkus, all’epoca dei fatti presidente dello Ior, la banca vaticana. Tuttavia gli stessi servizi segreti non sono riusciti a individuare il reale titolare del mezzo, ma solo una donna, D.M., che all’epoca dei fatti ne aveva la disponibilità. Gli accertamenti, poi, non avrebbero avuto alcun seguito.