Monica Faenzi: «Ha ragione Denis Resuscitiamo il Nazareno»
«Voterò per chi farà qualcosa per gli italiani. Anche se si chiama Renzi», parola di Monica Faenzi, deputato di Forza Italia, nostalgica, e anche tanto, del Patto del Nazareno. «Non so se ci sarà la frattura dei verdiniani - spiega - certo io non andrò contro riforme che ritengo giuste». Onorevole Monica Faenzi, cosa sta accadendo in Forza Italia? «Dopo la rottura del Patto del Nazareno ci sono state forti criticità. Era un modo di governare le riforme, invece oggi facciamo un’opposizione un po’ chiassosa, che non condivido. Oltre a non avere più una linea politica, perché Renzi ci ha depredato, rischiamo di andare contro cose che non possiamo non condividere, come l’annunciata riduzione delle tasse. E io sono entrata in Forza Italia perché si trattavano tematiche come queste». Vi sentite scippati da Renzi? «Ma no, io faccio molta politica del territorio, sono stata sindaco e se intravedo in una persona capacità e anche determinazione sento di doverla sostenere. Certo che Renzi non le azzecca tutte, gli errori li fa anche lui. Ma perché devo essere contro a prescindere?» Come per la riforma della scuola? «Esattamente, visto che non mi appare una brutta riforma. E molti di Forza Italia non la trovavano disdicevole. Avere preso quelle posizioni rigide, dopo la rottura del Patto, mi ha lasciato sconvolta. Certe cose le abbiamo votate e ora dobbiamo fare opposizione. Chi ha fatto il sindaco non guarda ai colori politici, ma all’efficacia delle azioni. Mi trovo dentro un partito, nel quale sono entrata nel 2005, che oggi mi va un po’ stretto». Il Patto del Nazareno non l’ha voluto rompere Forza Italia. «C’è stata una situazione che ha portato alla rottura, però Mattarella, alla fine, non è che dispiacesse all’interno di FI. Non ho fatto trattative sul Patto del Nazareno, però, non credo se ne possa fare una questione di risentimento personale. Se le riforme le condividevamo prima, perché fanno bene all’Italia, dobbiamo continuare a sostenerle. Anche se qualcuno si comporta male. Noi dovremmo governare l’Italia». E ora? «Abbiamo fatto troppi cambi di linea e adesso ci siamo sottomessi alla Lega. Certe posizioni le approvo, come quelle sugli extracomunitari, ma credo che così sia troppo». Ci sarà la frattura dei verdiniani? «Io sono molto vicina a Verdini, però ho anche la mia testa, se non condividessi certe tematiche, probabilmente non avrei esitato a non essere con lui. In questo caso ha ragioni fondate, quello che dice non è sbagliato. Non so se questo porterà alla rottura, comunque procederemo con intelligenza». Cosa rappresenta per lei, oggi, Silvio Berlusconi? «Continuo a pensare che sia una grande persona, molte responsabilità non sono sue: lo hanno massacrato. Di certo non ho risentimento nei suoi confronti, se avesse potuto essere più presente all’interno del Senato, se avesse potuto esercitare appieno la sua leadership, tutto questo non sarebbe accaduto. È stato un grande argine e un baluardo perché questo Paese non cadesse in mani sbagliate». Che succederà in futuro? «Bisogna superare i personalismi, i profili di bassa lega, perché è un momento difficile. Ho un marito imprenditore e so quali sono le difficoltà delle aziende: tanta burocrazia e tanti controlli, ma nessun aiuto da parte del governo. E lo dico con rammarico, in otto anni di Parlamento mi sono sentita impotente. Oggi mi schiero con chi fa qualcosa per gli italiani. Chiunque sia, di qualunque colore politico».