"Troppe materie e poco tempo": Il quizzone manda in tilt gli studenti

Ultimi ripassi prima di entrare, immancabili hashtag su twitter e riti scaramantici ieri più che mai. Buona la terza alla Maturità 2015, con ansia e perplessità. La prova più temuta, perché la meno prevedibile, si conferma pressoché tale. Archiviate italiano e secondo scritto, con insicurezze su temi, conosciuti solo allo start, e quesiti è andato pure il Quizzone, il famigerato test multidisciplinare, preparato dalle singole Commissioni d’esame sulla base delle materie («fino ad un massimo di cinque», secondo quanto previsto dal Dm n. 429 del 2000) studiate nel corso dell’anno, per valutare la preparazione generale. Circa tre ore a disposizione per i quasi 500 mila studenti, la terza e ultima prova lascia un po’ di amaro in bocca. Hanno spiazzato soprattutto gli argomenti non in programma, anche se secondo i dati di Skuola.net un maturando su due è stato aiutato dai docenti (consigli, aiutini, veri e propri suggerimenti) e uno su quattro è riuscito comunque a copiare, il 16% addirittura usando internet via smartphone. Elaborato sintetico e domanda a risposta singola o multipla, cioè la tipologia mista, è risultata quella prevalente. Insoddisfazione al Maffei e al Marco Polo di Verona: prove giudicate «generiche, poco pertinenti e non sempre attinenti agli argomenti trattati in maniera più esaustiva nel programma scolastico». «Poteva essere più semplice. Su alcune domande abbiamo risposto sommariamente», commentano i ragazzi del Cassini di Genova. A farla da padrona l’incertezza sui contenuti. Al Liceo classico Socrate della Capitale hanno finito prima di mezzogiorno: l’ambiguità sui volti, stanchi e un po’ sfiduciati, dice più di mille commenti. «Nottate passate a studiare e poi ci chiedono ’sta roba», si lamenta un gruppetto al bar tra gli ultimi a lasciare i banchi. «Hanno inserito una domanda su Marx, sul materialismo storico, che non ci aspettavamo. È un tema troppo ampio, si finisce per confondersi», dicono Martina e Michela. «Per la verità, non ci attendevamo niente di quello che è uscito. Di facile? Nulla», si sfoga Sara. Le materie qui: inglese, matematica/fisica, storia/filosofia, scienze/arte, a seconda delle classi. «C’era Jonas per filosofia, ma non l’avevamo fatto e di sicuro non approfondito. La nostra prof. è riuscita a darci delle dritte, ma sono tutte indicazioni generali che possono darci gli insegnanti interni e se non conosci bene l’oggetto, alla fine, non sai che scrivere. Parliamo di trattazione breve, 20 righe su 4 materie: in due ore è poco, sono distrutta. L’importante è che sia andata, i controlli c’erano», si accoda Alessia. E Martina rimarca: «Sono stati più clementi i membri esterni: di fisica, ad esempio, un quesito era sull’elettrizzazione e di inglese si chiedeva di parlare del romanzo Dr. Jekyll e Mr. Hyde, entrambe cose su cui ci si poteva dilungare». Il calendario per gli orali qui è già pronto, come nella maggior parte degli altri istituti dello Stivale: si inizia giovedì e si termina il 9 luglio. Dubbi anche sulle facce dei primi usciti al Convitto nazionale e al Mamiani, storici licei romani del noto quartiere Prati: «Quesiti non proprio semplici». All’Istituto per l’Industria e Artigianato «Carlo Cattaneo» nel quartiere Testaccio si sono alternate, invece, ben 12 classi a scaglioni. Quattro le materie uscite: elettronica, matematica, inglese, meccanica. «Complicata elettronica col quesito sui segnali periodici. È andata discretamente. Di inglese: sport estremi e Orwell, domande molto più fattibili», raccontano Simone, Cosmin, Adriano, Fausto e Saverio all’uscita dove hanno trovato le mamme ad attenderli. Elio e Valerio sono scettici sull’esito: «È stato troppo tutto insieme, troppe quattro materie, troppo poco tempo. Se abbiamo risposto a tutto? Sì e no, perché su alcune cose abbiamo scritto tanto per non lasciare in bianco». «Per inglese ce la siamo cavati», aggiungono sorridendo alla giovane prof. Francesca che li ha seguiti subentrando alla titolare di cattedra. Un copione simile al vicino professionale Edmondo De Amicis. Per Massimiliano, Giulio, Valeria, Giulia, Alessandro, Brizida, Gaia ìqualche interrogativo traeva in inganno, non abbiamo risposto granché». La correzione sarà collegiale. E ieri Radio 24, su segnalazione di un suo ascoltatore, ha scoperto un secondo errore nelle tracce della prima prova scritta, stavolta in quella di ambito storico-politico sul Mediterraneo, in riferimento al brano del libro «Il mare» di Paolo Frascani. Svista che ne ha stravolto il significato. La notizia è stata confermata dallo stesso autore.