Tosi sbarca a Roma e lancia il suo partito

Sbarca a Roma per la prova generale del suo movimento, per invocare le primarie del centrodestra, per non lasciare a Matteo Salvini il rapporto privilegiato con i settori della destra sociale e rilanciare l'apertura del cantiere comune senza veti, ossia «il modello della mia candidatura in Veneto più tutti gli altri». Flavio Tosi ha scelto significativamente la Capitale, dopo la «battaglia» elettorale combattuta in Veneto, per indicare la sua ricetta al centrodestra. Lo fa per un motivo preciso. «Il nostro movimento nasce per il bisogno che c'è di saper fare. Questo Paese ha necessità di pubblici amministratori che sappiano fare ben il proprio lavoro», spiega Tosi a «Il Tempo» anticipando uno dei temi che intende portare all'incontro organizzato il 24 giugno, dall'associazione e think tank Patriae, con il titolo «Idee, Identità e Idealità». Essere a Roma, quindi, perché ci sono dei «rapporti solidi con Patriae, con chi rappresenta la comunità identitaria romana» ma anche perché «Roma Capitale d'Italia è un esempio virtuoso se ben amministrata, può rappresentare l'esatto contrario se viene amministrata male». Il riferimento per nulla celato al caos nella Capitale, con tanto di avviso di sfratto per Ignazio Marino («persona che stimo, professionista eccellente, ma come sindaco ha dimostrato lacune evidenti») è utilizzato da Tosi per spiegare quale modello intende proporre nel panorama del centrodestra: il buon governo rivendicato a Verona. Se è questione di giorni il battesimo della creatura del sindaco scaligero (il cui nome sarà scelto via sondaggio sul sito della sua fondazione Ricostruiamo il Paese), è già possibile intuire le linee guida con le quali intende caratterizzare la sua proposta: vocazione civica, selezione dal basso e federazione con tutti i soggetti del centrodestra, Meloni, Fitto, centristi ma anche - e qui sta la novità di questi giorni - la Lega di Salvini. «Dico a Salvini: il centrodestra è destinato a perdere finché ci saranno veti reciproci. In questo modo vincerà per sempre Renzi». L'apertura di Tosi, dopo tante polemiche reciproche, ha questo significato. «Come Renzi è riuscito a ricompattare la sinistra alle Europee, il centrodestra non in modalità di partito unico può e deve mettere su una confederazione di forze politiche per ritornare maggioranza nel Paese». È indicativo poi che, archiviata totalmente l'ipotesi di un polo alternativo di ispirazione neocentrista (i tosiani alla Camera e al Senato hanno appena detto no all'ingresso nel gruppo dei Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, mentre non è un mistero l'irritazione per lo scarso contributo elettorale di Area Popolare in Veneto e fuori dai giochi è Corrado Passera con la sua corsa in solitaria per Milano), sia con un'associazione di destra identitaria che Tosi riapre il suo cantiere politico che vorrà porsi come strumento indipendente. «È la dimostrazione che intendiamo radicarci in tutto il Paese senza rinunciare a un rapporto stretto con la destra, espressione delle identità - spiega Fabio Venturi, direttore della Fondazione e braccio destro di Tosi -. Vogliamo costruire un'alternativa a Renzi di centrodestra che metta insieme tutti attorno al metodo delle primarie». La novità sta nel «tutti». E qui la palla torna al leader della Lega. «Occorre avviare un momento di confronto - conclude a sua volta Tosi - Prendiamo quello che è accaduto in Lega con noi: Salvini ha rifiutato il dialogo. Per vincere la partita del governo si deve imparare invece a saper mediare con tutti». A Pontida intanto fervono i preparativi per il raduno di domenica. Matteo Salvini non mancherà di presenziare già sabato sera alla festa dei «Giovani padani» (che hanno appena nominato il nuovo segretario Andrea Crippa, espressione della sensibilità più vicina al segretario). Spazio, ovviamente, anche al simbolo pop dell'ultima stagione della Lega: la «ruspa» ci sarà in tutte le versioni, dalle magliette celebrative, anche per i bambini, fino a una vera e propria.