Il volo di Renzi atterra alla Corte dei Conti
E adesso il volo di Stato utilizzato da Renzi per andare in vacanza a Courmayeur con prole e consorte atterra sul tavolo della Corte dei Conti. I parlamentari del Movimento Cinque Stelle non ci stanno a veder sparire dai radar una vicenda che, a loro avviso, profuma non solo di casta, ma addirittura di danno erariale. Loro l’hanno svelata subito dopo Capodanno, loro - la prossima settimana - si recheranno in delegazione per depositarla sotto forma di esposto all’attenzione della magistratura contabile. Il rottamatore sarà denunciato alla procura regionale della Corte dei Conti del Lazio, per aver adoperato il Falcon 900 dell’Aeronautica militare sulla tratta Ciampino-Firenze-Aosta la sera del 30 dicembre 2014. Dopo essere tornato nella Capitale da Tirana, ha ricostruito ieri nella sua interpellanza urgente al governo il deputato M5S Paolo Nicolò Romano (il primo a portare alla luce l’episodio), Renzi era partito per le vacanze con un piano di volo che prevedeva inizialmente l’atterraggio diretto nel capoluogo valdostano. Dopo mezz’ora, però, il Falcon aveva deviato la rotta su Firenze con una decisione presa direttamente in volo. «Perché?», ha domandato retoricamente ieri Romano al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Angelo Rughetti chiamato a rispondere per il governo, «forse per prendere a bordo la famiglia del premier?». «Quante persone sono state effettivamente imbarcate, a che titolo e con quali costi per il bilancio dello Stato?» ha domandato ancora Romano ricordando che il costo orario di un Falcon è circa 9 mila euro e che di recente proprio la Corte dei Conti ha condannato un dirigente dell’ufficio voli di Palazzo Chigi per l’utilizzo di alcuni di essi da parte dell’ex ministro Michela Brambilla. Nella stessa interpellanza urgente, che in sostanza andrà a confluire nell’esposto alla Corte dei Conti, Romano ha nuovamente ricordato che «l’aeroporto Corrado Gex di Aosta, come da certificazione Enac, è autorizzato a rimanere aperto esclusivamente dall’alba al tramonto, e mai in passato è stato consentito l’atterraggio e il decollo notturno come, al contrario, si è verificato con il volo di Stato del presidente del Consiglio dei ministri». Ma lo scheletro portante della denuncia in arrivo per Renzi è nella normativa che regola l’utilizzo dei volo di Stato. I Cinque Stelle segnaleranno una triplice violazione della stringente direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 settembre 2011, in materia di trasporto aereo di Stato. «Aosta è facilmente raggiungibile tramite collegamento ferroviario e il premier e la sua famiglia non avevano da compiere alcuna missione istituzionale se non quella di recarsi a sciare. Per il trasporto aereo della famiglia del premier Renzi non è stato, pertanto, rispettato alcuno dei criteri di economicità, di opportunità e di impiego razionale delle risorse» previsto dalla normativa vigente. Per i deputati M5S al premier deve essere applicata la stessa disciplina in materia di uso dei voli prevista per gli altri ministri, essendo un semplice primus inter pares come da Costituzione. Un’affermazione che, ha replicato ieri Rughetti, «non può essere condivisa a meno di modificare le norme in vigore», essendo il premier una «autorità per la sicurezza nazionale». Dichiarazioni, fanno capire i deputati M5S, che andranno ad integrare l’esposto già pronto.