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Vittorio Feltri: «Davvero fanno il mio nome? Allora è la fine»

Direttore Feltri, chi è il suo candidato per il Quirinale? Sta nella rosa dei già detti o ha una sorpresa?

«Guardi, di tutto questo ambaradan non me ne frega nulla. Cosa vuole che appassioni una cosa del genere, via non scherziamo.... Piace soltanto a quei quattro bischeri che stanno dentro il Palazzo. Oddio quattro, in realtà son parecchi di più e costano pure un sacco di soldi».

Ma si deciderà il presidente della Repubblica, l’uomo che dovrà rappresentare l'unità nazionale, via non faccia finta di fottersene?

«Se il presidente fosse scelto con l’elezione diretta da noi italiani, sarebbe un’altra storia. In quel caso sarei il primo ad appassionarmi. Ma in questo modo, via, stiamo parlando di gente infrequentabile, chi vogliamo scegliere tra questi? Un pirla vale un altro e sa perché?»

Perché, ce lo dica?

«Perché i pirla sono pirla. Più evidente di così!

Ma tra i nomi fatti in questi giorni ce ne sarà uno che gli spiace meno degli altri?

«Le ripeto: per me i nomi che si fanno sono tutti improponibili. Si tratta di persone consumate da una vita, quasi tutti, dentro il palazzo ed i suoi dintorni. Questo fa sì che non ci sia passionalità. Come può esserci, se il profilo delle persone scelte ha le caratteristiche dei nomi usciti in queste ore».

Insomma, lei proprio non riesce ad appassionarsi alla corsa per il Quirinale. Neanche se ci fosse un colpo di scena che sparigliasse i giochi, facendo emergere un nome nuovo? Imprevisto, rispetto a quelli dei soliti noti che proprio non le garbano?

«Ma di che colpo di scena sta parlando? La fila dei papabili è fatta di scelte tutte prevedibili, lo abbiamo visto in questi giorni di tante chiacchiere. E cosa vuole che gliene freghi alla gente, agli italiani, di questi qua.... Si figuri a me».

Beh, un colpo di scena potrebbe esserci nel caso alcune forze politiche, mettiamo la Lega o Fratelli d’Italia indicassero insieme lei come loro candidato al Quirinale: Feltri Vittorio Capo dello Stato, che ne dice?

«Dico che se è per questo lo hanno già fatto, sui siti, online, ad esempio il mio nome è uscito e via tutti a dibattere. Insomma, ne parlano».

E non si sente lusingato, onorato, da una candidatura del genere? Oh, Presidente della Repubblica, mica bruscolini..

«Vede, fa piacere essere citato, scelto da qualcuno, anche per il Quirinale. È sempre meglio che farsi dare della testa di cazzo pubblicamente ma...».

Ma, cosa? Non avrà da ridire anche su se stesso?

«Non si tratta di questo bensì di una constatazione diversa. Ed abbastanza evidente. Il fatto che sia uscito il mio nome dimostra a che punto siamo arrivati nel decadimento della nostra classe politica».

Direttore, ma che fa, si rottama da solo? Così fa contento il giovane Renzi ma soprattutto la politica a cui lei non ne ha risparmiata una...

«Macché mi rottamo. Voglio dire che ormai si è arrivati a raschiare il fondo del barile, anzi...».

Vuol rincarare la critica? Ma lei è insaziabile. Anzi cosa?

«La nostra classe politica più che raschiarlo il barile, in realtà si è rubato pure quello».

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