Ecco gli epurati dal paradiso della democrazia diretta

Saranno pure i teorici della «democrazia diretta», ma Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono anche delle vere macchine da epurazione: si sono creati il loro partito e lo gestiscono con la mano delicata di Robespierre. Quando decidono che la persona è «fuori dalle regole» è anche «fuori dal partito». 5 marzo 2012 Il primo storico cacciato dal MoVimento risale alla preistoria del partito: marzo 2012, Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara, amico di Grillo, fondatore della lista civica Progetto per Ferrara. Arrivano poche righe sul blog, che diverranno una mesta consuetudine: «Per me da oggi è fuori dal M5S con la sua lista. Chi vuole lo segua», firmato Beppe Grillo. 12 dicembre 2012 Giovanni Favia, candidato presidente della Regione Emilia Romagna per il Movimento 5 Stelle, eletto consigliere regionale, viene «pizzicato» da Piazzapulita che trasmette un fuorionda in cui Favia critica duramente il cofondatore del Movimento, Casaleggio. Assieme alla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi gli viene impedito da Grillo di utilizzare ulteriormente il logo del Movimento. 30 aprile 2013 Marino Mastrangeli, senatore, partecipa, in pratica, a tutte le trasmissioni televisive possibili: Pomeriggio Cinque, L’Arena su Rai 1, Agorà su Rai 3, Quinta Colonna su Rete 4 e L’aria che tira su La 7, violando (secondo Grillo) il regolamento interno del partito. Cacciato anche lui. 19 giugno 2013 Al senatore Adele Gambaro la «politica comunicativa» di Beppe Grillo proprio non va giù e non ne fa mistero. Viene accusata di aver diffamato il MoVimento e poi sottoposta ad una consultazione online tra gli iscritti, infine viene espulsa. Si porterà dietro altri senatori, tutti solidali con lei. Il 24 giugno entra ufficialmente nel Gruppo Misto. Il 16 ottobre, assieme alle ex senatrici del Movimento Fabiola Anitori e Paola De Pin fonda il Gruppo Azione Popolare. 26 febbraio 2014 Al senatore Fabrizio Bocchino, palermitano, astrofisico, viene contestata una sfiducia da parte della base. Il senatore non è d’accordo, ma viene espulso assieme ai colleghi Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, e Lorenzo Battista. Particolare clamore suscita l’allontanamento dal partito di Orellana, uomo-simbolo, che era stato candidato alla Presidenza del Senato. Un «pezzo» importante della storia dei 5 stelle. Dal giorno seguente all’espulsione Bocchino entra a far parte del Gruppo Misto. Poi il 15 maggio 2014 decide di fondare Italia Lavori in Corso insieme a Battista, Bencini, Campanella, Casaletto, De Pin e Orellana. Ormai i dissidenti del MoVimento, cacciati da Grillo per incompatibilità con la sua idea di partito, sono un nuovo partito che ieri ha lanciato un messaggio: «Siamo alle solite - affermano gli ex 5 stelle Bencini, Casaletto, Romani, Bocchino, Bignami, Campanella e Orellana - Il blog di Beppe Grillo, con un nuovo atto d’imperio e senza rispetto per il codice di comportamento per gli eletti 5 stelle, procede a due nuove espulsioni nel MoVimento, senza passare per l’assemblea congiunta. E questa sarebbe la tanto sbandierata democrazia?»