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Aimone: «Un altro Re? Che decidano gli italiani»

Oggi i monarchici in piazzaParla il principe di Savoia «Cancellare l’art. 139 della Carta e rivalutare la nostra storia». LEGGI ANCHE Quando provammo a «rapire» Emanuele Filiberto

Il principe Aimone di Savoia, IV Duca d’Aosta e Duca delle Puglie, è considerato dall’Unione Monarchica Italiana il secondo nella linea di successione al trono dopo il padre Amedeo. Attualmente vive a Mosca dove ricopre il ruolo di responsabile per Pirelli Tyre della regione Russia e Paesi Nordici. Ciononostante, segue sempre da vicino le vicende della sua «Patria».

Principe Aimone, l’Umi va in piazza per chiedere la cancellazione dell’art. 139 della Costituzione. Cosa ne pensa?

«Innanzitutto sono molto contento che all’Umi sia data questa possibilità. Viviamo in democrazia ed è giusto che ognuno possa esprimere la sua opinione. Sull’art. 139 anch’io ho dei dubbi. Scrivere in una Costituzione che la forma istituzionale è immodificabile, quando per cancellare la monarchia è bastato un referendum, è francamente singolare. È giusto che agli italiani sia data la possibilità di scegliere e che certe situazioni non siano imposte per l’eternità».

Perché in Italia dovrebbe tornare la monarchia?

«Basterebbe guardare i vantaggi economici che hanno gli Stati europei con questa forma istituzionale. Pensi a Svezia, Norvegia, Olanda, Danimarca, Spagna, Gran Bretagna. La monarchia dà una certa continuità e se adeguata alle regole democratiche in continua evoluzione è un sistema che dà al Paese la possibilità di rinnovarsi mantenendo però una certa tradizione».

Tra i monarchici ci sono anche alcuni giovanissimi. Come se lo spiega?

«Magari guardano all’estero e si accorgono di come le monarchie riescono a coagulare un senso storico di appartenenza a una nazione più forte di quello che può trasmettere una repubblica».

Intanto il dibattito pubblico è tornato a interessarsene.

«E questo mi fa piacere. La monarchia in Italia finora è stata considerata un tabù, come tutto un certo periodo storico. Quando io sono andato a scuola, negli anni ’70, la storia finiva alla Prima Guerra Mondiale. Invece è giusto parlare di tutta la nostra storia, il Paese che non riconosce il suo passato ha un problema. La monarchia, purtroppo, non è destinata a tornare domani, ma oggi, da rappresentante di casa Savoia, mi preme che se ne parli. Quando nel 1992 sono arrivato in Russia, nei libri di testo c’era scritto che Nicola II era il sanguinario. Oggi è santo. La storia non è cambiata, ma si può rivedere».

Com’è l’Italia vista dalla Russia?

«Resta la mia Patria, nel bene e nel male. Quando mio padre andò da Umberto II e gli disse che avrebbe dovuto fare il servizio militare, il nostro ultimo re gli disse: "L’Italia innanzitutto". L’Italia l’amiamo tutti, a prescindere dalle condizioni in cui si trova».

Sogna di essere un giorno il re degli italiani?

«No, non ho questo sogno. Quello che spero è che un giorno la mia famiglia, casa Savoia, e quello che ha fatto per l’Italia, possano essere valutati con serenità».

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