Matacena: «Non voglio divorziare dalla Rizzo»

L'udienza saltata l’altro ieri a Montecarlo non è stato un incidente di percorso dovuto a ritardi o errori di notifica. Amedeo Matacena non intende più divorziare da Chiara Rizzo, la moglie ancora oggi agli arresti domiciliari con l'accusa di aver lavorato - insieme a Claudio Scajola - per favorire la latitanza del marito armatore ed ex onorevole di Forza Italia. La notizia arriva a «Il Tempo» direttamente dall'imprenditore latitante a Dubai, confermata anche da Corrado Polito, uno dei suoi legali che spiega come «dal tribunale di Montecarlo, anche se con ritardo, è stato notificato a Matacena il decreto di comparizione per l'udienza di divorzio di mercoledì, ma il mio assistito non ha inviato la mail di risposta per confermare l'avvenuta notifica. Questo comporta di fatto l'estinzione del processo». La decisione di ritirare la disponibilità al divorzio consensuale dalla Rizzo sarebbe legata alla volontà di Matacena di non nuocere alla situazione processuale della moglie, che il 13 novembre comparirà davanti al gup di Reggio Calabria per la prima udienza del processo che la vede imputata con il rito abbreviato. Uno dei cardini dell'impianto accusatorio nei confronti dell'ex modella è legato a una significativa cessione patrimoniale fatta a suo beneficio da Matacena. I due si sono sposati nel 2000 in comunione di beni, mentre nel 2008 l'allora deputato del Pdl ha proceduto alla separazione degli stessi. Nel frattempo, nel 2004, Matacena aveva trasferito alla moglie l'eredità paterna attraverso una società lussemburghese, la Seafuture, passata integralmente da quell'anno sotto il controllo di Chiara Rizzo. I pm di Reggio Calabria considerano quel passaggio uno stratagemma per schermare i capitali dell'ex parlamentare Pdl, che contesta radicalmente queste accuse. Intanto, sulla procedura di divorzio in atto, divergono le interpretazioni tra l'ex parlamentare Pdl e i legali della moglie Chiara Rizzo. Per questi ultimi la loro cliente «non intende recedere dall'intento di divorziare, e se si rendesse necessario sarà valutato di avviare la procedura di separazione innanzi all’autorità giudiziaria italiana». Dalla parte di Matacena, invece, l'interpretazione è ben altra: la procedura di divorzio sarebbe una questione «prettamente monegasca», è stata avviata per la semplice necessità di eliminare un ostacolo al rinnovo della residenza nel Principato di Monaco a Chiara Rizzo. «Chi minaccia di aprire una pratica di divorzio in Italia dubito che conosca i veri sentimenti di mia moglie»: questo in sintesi il pensiero di Matacena.