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Concia: «Io e le nozze tedesche. Ecco come funzionerà»

L'ex deputata Pd è sposata dal 2011 con la sua copagna Ricarda: «Tempi maturi, lo sa anche la Chiesa»

Nell’agosto del 2011 Paola Concia, esponente del Pd, ha sposato in Germania la sua attuale moglie Ricarda.

Onorevole Concia, ci spiega qual è stato l’iter per arrivare all’unione?

«Siamo andate al Comune di Francoforte tre mesi prima per fissare la data e portare i documenti. A me sono stati chiesti otto certificati perché ero divorziata. Poi ci siamo sposate nella stessa sala in cui si univano in matrimonio anche le coppie etero, con le nostre testimoni».

Come funziona il divorzio?

«C’è la stessa procedura prevista per le coppie etero. In Germania ci vuole circa un anno».

Che diritti avete acquisito?

«La successione nei contratti d’affitto, il diritto all’eredità, l’assistenza sanitaria. Sulla mia tessera sanitaria c’è il nome di mia moglie, Ricarda Concia».

Sua moglie ha preso il suo cognome?

«Sì, ma c’è libertà di scelta assoluta. Si possono mantenere anche entrambi i cognomi e decidere quale viene prima».

Tra i diritti c’è la riversibilità della pensione?

«Certo».

In Italia temono un salasso per le casse dello Stato.

«Lei crede la Germania non stia attenta ai conti pubblici? In realtà le unioni civili, come i matrimoni, creano coesione e solidarietà sociale. E questo, per l’economia, è un toccasana».

Parliamo delle adozioni.

«Non sono previste le adozioni. C’è, semmai, la fecondazione eterologa. Le donne sposate, e solo loro, possono accedervi. C’è una madre biologica e un’altra adottiva».

E le coppie di uomini?

«Per loro questa possibilità non c’è, perché è vietata la maternità surrogata, quello che in Italia chiamano erroneamente "utero in affitto". Per gli uomini, al limite, esiste l’affido. Ma è previsto anche in Italia, sebbene con procedure più lunghe».

Cosa accade con un figlio preesistente alla coppia?

«Riguarda il bambino che ha un solo genitore biologico, o se la madre l’ha avuto con l’inseminazione artificiale o è vedova. L’altra coniuge può adottarlo. Perché questa è soprattutto una legge a tutela dei minori. I bambini che vivono in una coppia omosessuale, ora, hanno meno diritti degli altri, perché hanno un solo genitore, quello biologico. Se questo muore, si ritrovano orfani».

La legge su cui lavora il governo vale solo per le coppie omosessuali. Per Roberto Giachetti (Pd) «si supera una discriminazione creandone un’altra».

«Obiezioni surreali di fronte a una legge di portata storica. Se si alza troppo l’asticella si rischia di non ottenere nulla».

Crede davvero che stavolta la legge andrà in porto?

«Le cose sono cambiate rispetto a 3-4 anni fa. Anche la Chiesa ha aperto, se il governo terrà la barra dritta c’è il 90% delle probabilità di farcela. Ma la lasci dire a me una cosa».

Prego.

«Da quando in Germania c’è questa legge, degli omosessuali non si parla più. Le energie non sono concentrate sulle polemiche, ma sul lavoro, sui progetti, sulla propria vita».

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