Insieme per l’Italia, laboratorio per il futuro «Dalla Capitale parte l’alternativa alla sinistra»

Partire dalla Capitale per costruire un’alternativa al renzismo e dare un futuro al centrodestra italiano. È l’ambizioso obiettivo del movimento Insieme per l’Italia, che ha lanciato il Manifesto programmatico per Roma Capitale. «L’idea alla base del documento - spiega Andrea Ronchi, ex ministro delle Politiche comunitarie e ora principale animatore di Insieme per l’Italia - è quella di mettere da parte i personalismi per partire dai contenuti. Ora non si fa altro che parlare di Marchini piuttosto che di Fitto e Passera. Noi, invece, riteniamo che solo lanciando una serie di idee innovative si possa creare un’alternativa credibile a Renzi e a Ignazio Marino». Nelle 19 pagine del documento si affrontano punto per punto i nodi fondamentali alla base della paralisi romana, proponendo una serie di soluzioni per rilanciare l’economia capitolina. Soluzioni che, sottolinea Ronchi, «devono costituire lo spunto di partenza per la costruzione di una grande lista civica nazionale». Un progetto, conclude, che «dopo tre sole manifestazioni conta già oltre 4mila iscritti e ha l’appoggio delle categorie più dinamiche del Paese». Nel Manifesto per Roma viene messo al primo posto il tema della sicurezza. Con l’obiettivo di creare un circuolo virtuoso che parta dalla prevenzione e prosegua con trasparenza, controllo e sanzione. La squadra di Ronchi chiede di semplificare i cavilli legislativi e burocratici nei quali si annida la corruzione, di istituire i vigili di quartiere per stanare il commercio abusivo e l’accattonaggio minorile. In un periodo particolarmente delicato per quanto riguarda il terrorismo internazionale, viene inoltre auspicata la lotta all’integralismo islamico a partire da un severo controllo del fenomeno della proliferazione delle moschee abusive. Questo non vuol dire trasformare Roma in una città meno solidale. L’aspetto dell’inclusione riveste un ruolo importante nel Manifesto. Si parla di «lotta dura ed efficace ai troppi "furbi e furbeti" che della nostra generosità si approfittano. Parimenti, è necessario un nuovo ordine di intervento che delinei un ordine di esigenza che veda al centro del processo la Famiglia, in tutte le sue necessità. Il nostro primo impegno deve andare verso le famiglie che vivono, ogni giorno, la disabilità, la malattia, la solitudine, la nuova povertà». Dal punto di vista economico, si puntano i riflettori su quei beni, come l’ex Fiera di Roma, che non possono essere abbandonati al loro destino e si invita l’amministrazione a realizzare un sistema-fisco più equo. Ma uno degli aspetti principali del documento è quello in cui si indicano gli asset dai quali la Capitale può far partire il suo rilancio. Il turismo, innanzitutto, ma anche il patrimonio immobiliare e il fattore religioso. «Il futuro della nostra Città - è la conclusione, indirizzata idealmente a Ignazio Marino - dipende da noi. Non intendiamo più delegarlo a chi non ha saputo e non ha voluto perseguire il bene comune, a chi non è stato in grado di scegliere i suoi uomini, a chi non ha capito il valore e l’onore del compito affidatogli.