La sinistra del topless: con Giannini anche la ministra «ombra» britannica

Nella sua battaglia solitaria a favore del seno libero è in buona compagnia. Dalla sua parte c'è un’alleata del Partito laburista che correrà a darle man forte dalle prossime elezioni politiche inglesi. Si tratta della laburista italo inglese Gloria De Piero. L'esponente del new-labour è passata alla storia del Partito dei lavoratori inglesi non certo per le sue performances politiche in qualità di ministro ombra delle Pari opportunità quanto piuttosto per essersi fatta fotografare a 15 anni a seno nudo. La sua famiglia aveva bisogno di soldi perché il padre era malato e la madre era impegnata a curarlo. E lei, per far quadrare il bilancio familiare, nel 1987, ha arrotondato il bilancio posando a seno nudo. A beneficiare dei guadagni di queste foto sono stati i genitori di Gloria, Giorgio e Maddalena, che non hanno saputo nulla di come il futuro astro del Labour aveva messo insieme quelle sterline. I quotidiani inglesi hanno fatto carte false per trovare i negativi di quelle foto, ma non sono riusciti nell'impresa. A «perseguitare» Gloria De Piero e a svelare questo retroscena ci ha pensato il «Daily Mail», che nel 2010 e nel 2013 ha rilanciato il battage sul topless della ministra ombra, sostenendo che c'era una macchia nel passato dell'aspirante ministro labour. La De Piero non l'ha certo presa bene. E ha risposto per le rime al quotidiano vicino ai Tories: «È parte di me, della mia vita, è parte della mia storia». La polemica ha avuto anche effetti deleteri sulla tradizionale libertà di stampa inglese. I laburisti hanno scatenato una campagna di stampa contro i quotidiani con la complicità dei Lib-Dem, partito di governo gemellato con il partito di Stefania Giannini nella famiglia liberaldemocratica europea. E pensare che qualche anno fa il premier italiano Silvio Berlusconi era stato censurato dal suo stesso staff perché aveva voluto nella sala stampa del Governo una copia de «La verità svelata dal tempo» del Tiepolo, nel quale è ritratta una donna a seno nudo. I funzionari del premier hanno detto di averlo fatto a «fin di bene» per non urtare la suscettibilità dei telespettatori. Ma quando il centrosinistra è tornato al potere il seno della «verità» è tornato al vento. Quelle tette non potevano essere censurate. Chissà se quando il ministro Giannini terrà una conferenza stampa a Palazzo Chigi i giornalisti saranno tentati di chiederle cosa pensa di quei seni?