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Re Giorgio esalta Almirante «Un alto senso dello Stato»

Il riconoscimento di Napolitano al convegno-ricordo Boldrini diserta, è polemica. «La Iotti andò ai funerali»

 

Dalla presenza ai funerali di Berlinguer ai compiti assegnati ai suoi deputati, dai numerosissimi comizi elettorali all'assidua partecipazione ai lavori d'Aula. Tanti episodi dell'intensa vita parlamentare di Giorgio Almirante sono stati ripercorsi ieri, durante il convegno a lui dedicato nella Sala Regina della Camera.

Un'iniziativa, organizzata dalla Fondazione Almirante e dalla Fondazione Alleanza Nazionale, per celebrare il centenario della nascita dello storico segretario del Movimento Sociale Italiano e onorarne la memoria evidenziandone, in particolare, la grande attenzione per le riforme istituzionali, argomento centrale nell'attuale dibattito politico.

«A sua firma sono depositate le proposte di legge per l'elezione diretta del sindaco e la riforma elettorale in senso presidenziale. Il convegno di oggi rappresenta il punto di partenza di varie attività ed è la prima manifestazione a carattere nazionale» – ha spiegato il Segretario nazionale della Fondazione Almirante, Giuliana de' Medici, che ha letto anche un messaggio inviato per l'occasione dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Almirante ha avuto il merito di contrastare impulsi e comportamenti antiparlamentari che tendevano periodicamente a emergere, dimostrando un convinto rispetto per le istituzioni repubblicane che in Parlamento si esprimeva attraverso uno stile oratorio efficace e privo di eccessi anche se spesso aspro nei toni. È stato espressione di una generazione di leader che hanno saputo confrontarsi mantenendo un reciproco rispetto a dimostrazione di un superiore senso dello Stato» - questo il saluto istituzionale del Capo dello Stato. Non pervenuta invece Laura Boldrini che inizialmente aveva dato la sua disponibilità a partecipare al convegno, salvo poi fare marcia indietro a causa di «impegni istituzionali». Un'assenza che, come era facile prevedere, ha scatenato polemiche, non solo da parte dei relatori: «I presidenti di Camera e Senato hanno commesso errori degni della matita rossa. Per la Boldrini devono essere state un supplizio le prime sedute alla Camera data la scarsa conoscenza del diritto e della prassi parlamentare» ha evidenziato Paolo Armaroli, docente di Diritto Pubblico ed ex deputato in quota An, mentre Massimo Magliaro, stretto collaboratore di Almirante e suo storico portavoce, ha ricordato la figura di Nilde Iotti, che alla morte del leader missino si recò presso la camera ardente «tenendo le mani di Donna Assunta per confortarla», sottolineando come «quelli di allora erano altri Presidenti, che rispettavano le bandiere».

Un forfait, quello della padrona di casa, che proprio non è andato giù anche perché arrivato a due settimane di distanza dal convegno organizzato alla Camera per i 30 anni della morte di Berlinguer, che aveva visto la Boldrini in prima fila con un lungo intervento. Due pesi e due misure, che chi occupa un ruolo di garante delle istituzioni non può permettersi, come sottolineato anche dal presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Giorgia Meloni: «Un'assenza gravissima. Il Presidente della Camera non solo non ha ritenuto opportuno far partecipare in rappresentanza di Montecitorio un suo vice ma non si è neanche degnata di inviare un messaggio di saluto. Per fortuna lo ha fatto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che a differenza della Boldrini sa cosa significhi rappresentare un'Istituzione e sa anche chi era Giorgio Almirante. Cosa probabilmente ignota alla Boldrini». Sulla stessa lunghezza d'onda Maurizio Gasparri – «la Boldrini non ha neanche portato il saluto, non ne era degna» – presente in sala con altri colonnelli di An, da La Russa ad Alemanno, da Matteoli a Rampelli, mentre non si è visto Gianfranco Fini, colui che Almirante aveva designato come suo erede. Un errore politico secondo Gennaro Malgieri, ex deputato di An e scrittore, che ha evidenziato come la destra «non sia stata capace di evitare che l'eredità di Almirante venisse così malamente dispersa».

Nel corso del convegno, moderato dal Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, sono stati proiettati filmati inediti di personalità politiche e del mondo giornalistico che hanno ricordato la figura di Almirante.

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