La confessione choc di Carlo: «Ero invaghito di una collega»
Si è commosso fino a piangere per i due gol di Marchisio e Balotelli. Ma, messo alle strette dai carabinieri, non ha versato una sola lacrima mentre chiedeva per sé «il massimo della pena» confessando un orrore senza fine. Prima ha «ferito a morte la moglie», Maria Cristina Omes, 38 anni, 7 più di lui, con 5 o 6 fendenti sferrati con un coltello da cucina, «dopo aver fatto l’amore sul divano del salotto di casa», la villa a Motta Visconti nel Milanese, acquistata dai genitori di lei, dove la coppia era andata a vivere dopo la morte del suocero. Poi è salito al piano superiore. Giulia, 5 anni, dormiva in cameretta. Gabriele, 20 mesi sul lettone. Li ha sgozzati con un «colpo secco» alla «carotide». È questo il terribile racconto che Carlo Lissi, 31 anni, informatico presso la Wolker Kluwer Italia a Milano Fiori, ha fatto intorno alle 2 di domenica notte, neanche 24 ore dopo il triplice omicidio, ai carabinieri del nucleo investigativo di Milano e ai colleghi di Abbiategrasso che non avevano bevuto la storia della rapina mentre lui era al pub a vedere la partita della Nazionale. «Voglio il massimo della pena», ha detto l’uomo agli investigatori quando si è sentito alle strette, poi ha ricostruito in maniera lucida tutti i passaggi di un orrore, mostrando una freddezza inimmaginabile. A spingerlo ad uccidere, ha spiegato, è stato il sentimento di «amore» che da qualche mese aveva «iniziato a provare per una collega di lavoro». Ma la donna, sentita dai carabinieri, ha raccontato di non avere mai incoraggiato né ricambiato i sentimenti del tecnico informatico che in diverse occasioni le aveva fatto delle avances anche esplicite. Lissi, però, aveva forse iniziato ad avvertire la famiglia come un ostacolo alla sua felicità. Sabato sera, prima delle 23, mentre i figli dormono, fa l’amore con lei sul divano del salotto. Poi in mutande va in cucina, afferra un coltello e l’aggredisce alle spalle, seduta sul divano davanti alla tv. La donna tenta una strenua difesa. Urla e lo implora: «ma perché mi sta stai facendo questo?». Lui le sferra un pugno. Lei cade semiprona e lì la finisce con altri 4 o 5 fendenti. Il colpo mortale è stato quello che ha tagliato la giugulare. Lissi a quel punto sale al piano superiore e uccide prima la figlia Giulia, che riposava nella sua cameretta, poi il figlio Gabriele, che stava dormendo sul letto matrimoniale. Entrambi i bimbi sono stati uccisi con un colpo deciso che ha reciso loro la carotide. Dopo il triplice omicidio Lissi scende in garage, fa la doccia, poi mette a soqquadro la casa, inscena una rapina per cercare di depistare gli investigatori. I carabinieri, infatti, hanno trovato la porta di casa spalancata, ma senza segni di effrazione così come la cassaforte, che era stata aperta e svuotata. I gioielli di Maria Cristina Omes, che lavorava per una compagnia di assicurazioni, non sono ancora stati ritrovati. A quel punto l'uomo prende la macchina, e raggiunge un amico, intorno alle 23.30, al pub Zymé a Besate per vedere la partita dell'Italia. Lungo il percorso, in via Mazzini, si è liberato del coltello buttandolo in un tombino, dove i carabinieri lo hanno ritrovato ieri mattina. Al pub lo conoscevano in molti e ai carabinieri hanno raccontato che Lissi era tranquillo, ha scherzato e esultato per i gol della Nazionale come tutti. Solo intorno all'1.30, quando è rientrato a casa, il programmatore 31enne ha dato l'allarme. Ai carabinieri di Abbiategrasso, che sono intervenuti, l'uomo ha detto di aver trovato la porta di casa spalancata e di essersi subito messo in allarme. Ha poi raccontato di aver trovato la moglie sul divano in un lago di sangue, di averla abbracciata e di aver cercato inutilmente di rianimarla, poi di essere salito al piano superiore e di aver trovato i corpi dei due figli. A quel punto il 31enne ha detto di aver avvertito il 118 e chiamato i carabinieri. La ricostruzione, però, non ha convinto gli investigatori, che hanno subito notato come gli abiti di Lissi, che sarebbero dovuti essere sporchi di sangue, erano invece lindi. Questo e altri particolari hanno permesso ai carabinieri di risolvere il caso in meno di 24 ore. Lissi è in stato di fermo, provvedimento che verra convalidato nelle prossime ore.