Corpi femminili e sguardi L’arte del ’900 si fa donna
Un cortocircuito di corpi femminili e di sguardi, una rete seducente in cui rimanere impigliati senza vie d’uscita. Ecco l’intrigante idea alla base della mostra «La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900», appena inaugurata alla Galleria nazionale d’arte moderna e curata da Barbara Tomassi. La prima scintilla della rassegna è partita da un celebre e discusso libro di Jean Baudrillard del 1979, «De la séduction». Qui tra l’altro il filosofo scriveva che «seduzione e femminilità si confondono. Si sono sempre confuse». E così la mostra della GNAM si concentra sul corpo femminile nell’arte del ‘900, sulle sue trasformazioni e metamorfosi, spesso spiazzanti e sconvolgenti. Oltre al corpo è però protagonista un doppio gioco di sguardi, quelli che partono dalle opere e quelli dello spettatore, carichi magari di desideri nascosti e di pudori esibiti per difesa. La mostra ha anche il pregio di mettere in scena 130 opere tutte provenienti dalle collezioni del museo di Valle Giulia e molte delle quali «nascoste» da decenni nei depositi. In tempi di crisi e di finanziamenti ridotti al lumicino, la Soprintendente della GNAM, Maria Vittoria Marini Clarelli, sta portando avanti una strategia di produzione espositiva tutta interna al museo, in assoluta economia, di alta qualità e capace di valorizzare le sue ricche raccolte. E così tornano alla ribalta nomi per troppo tempo ingiustamente dimenticati: ecco tre bei nudi di Luigi Montanarini, una figura seduta di Emilio Greco, il «Piccolo nudo rosa» di Orfeo Tamburi, la bella danzatrice di Pericle Fazzini, «La toletta del mattino» di Diego Pettinelli, «La natura» di Giuseppe Mazzullo e via discorrendo. Non mancano naturalmente le star, con alcuni capolavori, dal conturbante «Nudo sdraiato» di Modigliani alle strepitose fotografie di Man Ray, dal matissiano «Nudo muliebre» di Severini alla «Cassandra» di Prampolini, dalla «Femme à la blonde aisselle» di Mirò alla «Promenade» di Savinio e alla «Diana addorrmentata nel bosco» di de Chirico, solo per dirne alcuni. La mostra è ordinata in cinque sezioni che creano un percorso capace di sollecitare la curiosità del visitatore. Si parte con «Le belle apparenze», quelle del corpo dalle forme morbide ma già rese inquiete nei linguaggi esplosivi delle avanguardie. Poi è la volta di «Seduzione/sedizione», con la progressiva destrutturazione della figura fino agli spiazzanti deliri surrealisti. Il surrealismo è protagonista anche nella sezione «L’oggetto del desiderio», in cui dominano particolari anatomici sessuali ed oggetti feticcio. Si arriva quindi a «La bella e la bestia», con l’incontro fra presenza umana ed elemento animale. Infine, la mostra si chiude con «La bella addormentata», nella quale il corpo femminile immerso nel sonno si carica di una seduzione sospesa fra vulnerabilità e passività. Del resto, come ha notato ancora Baudrillard, «seduciamo con la nostra fragilità, e mai con poteri e segni forti. È questa fragilità che noi mettiamo in gioco nella seduzione».