L’idrovolante vola una volta sola Ma è costato 600mila euro

TERAMO Un idrovolante per attraversare l’Adriatico. Una iniziativa voluta dalla Provincia di Teramo che non è mai decollata. Anzi il decollo è avvenuto per il volo inaugurale. Poi basta. A dispetto della spesa sostenuta, 575.000 euro, provento di fondi europei. L’obiettivo era lo start up per creare un sistema di collegamento veloce, appunto con idrovolanti, tra le zone costiere di Italia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia. In Provincia, a Teramo, tutti contenti, soddisfatti. Nessuno che si vergogna per i soldi buttati via. E per far decollare e atterrare l’idrovolante sono stati spesi nel porto di Giulianova quasi centomila euro per un pontile galleggiante. Un monumento inutile, che ora giace inutilizzato. E che a guardarlo fa venire dubbi sul reale costo. Alla data di scadenza dell’avviso della Provincia era pervenuta una sola manifestazione di interesse, presentata dalla Magister Ludi di Milano che avrebbe utilizzato la compagnia aerea svedese Grafair Flight Management AB, dopo impegni caduti nel vuoto con una compagnia scozzese. Uno start up strano, che non ha trovato un solo velivolo a disposizione in Italia. Nessun operatore interessato e proprietario di idrovolanti. Il budget di 575mila euro ha visto impegnati per i voli test quasi 180mila euro. Nel prezzo comprese 35 ore di volo, ma sono state pagate anche 10 ore per far arrivare l’aereo con le sue ali dalla Svezia e altre 10 ore per il ritorno. Il giorno dell’ingresso della Croazia nell’Unione Europea c’è stato il primo e unico volo, da Giulianova a Pola. A bordo il presidente della Provincia, Valter Catarra, l’assessore provinciale alle Politiche comunitarie Davide Di Giacinto, con loro il presidente dell’Ente Porto, Paolo Vasanella. Gita turistica con ritorno nel pomeriggio, insieme al Sindaco di Pola, Miletic Boris. Il presidente della provincia parlò di progetti che avrebbero incrementato il turismo, che avrebbero creato nuova occupazione. Bugie e chiacchiere al vento. Costi di gestione troppo elevati per un idrovolante che aveva solo nove posti. Nessuno ha avuto il coraggio di ammettere il fallimento, di aver buttato soldi al vento. Le altre spese? 58.000 euro alla ditta di Teramo Neo s.a.s., per un software per la gestione delle prenotazioni di nove posti, utilizzato una sola volta, cioè solamente per il volo inaugurale andata e ritorno. Nessuna gara ma cinque ditte invitate. Eppure a sentire molti tecnici informatici anche in questo caso si sarebbe potuto risparmiare ben oltre la metà di quanto speso, essendoci in commercio piattaforme già esistenti. 137.000 euro alla società Kalumet s.r.l. di Pescara e altri 34.000 per la proroga, per l’assistenza tecnica dei velivoli. Una società con nessun dipendente che però era chiamata a fornire tecnici di elevata esperienza e professionalità. Altri 30.000 euro per consulenze varie. Tra queste la traduzione in inglese del Codice di navigazione. Adesso senza province sarà più difficile vedere simili sprechi.