Un gigante della lotta al crimine condannato per falso

Francesco Gratteri, calabrese di Taurianova, classe 1954, è stato direttore del Servizio centrale operativo (Sco) e capo della direzione anticrimine oltre che questore di Bari. È stato condannato dalla Cassazione a 4 anni per falso nell’inchiesta sull’irruzione e la retata nella scuola Diaz, durante i tragici giorni del G8 di Genova. Per l’accusa, avrebbe sottoscritto il verbale di perquisizione (poi risultato non rispondente al vero) al termine del controllo nell’istituto scolastico occupato da giovani attivisti, avvocati e giornalisti del Social Forum. Gratteri ha chiesto l’affidamento ai servizi sociali, ma il giudice di sorveglianza di Genova non ha ancora deciso. Dal gennaio di quest’anno, collabora come volontario presso lo sportello antiracket di Roma. Di lui il presidente del Fondo antiusura italiano, Tano Grasso ha detto: «Francesco Gratteri è un gigante della lotta al crimine. E io sono onorato di potermi avvalere della sua professionalità». Per tre giorni la settimana, quello che è stato uno dei massimi vertici della Pubblica sicurezza in Italia, offre assistenza a chi si ritrova stritolato dai debiti o sotto scacco della criminalità.