Evasione fiscale, Loren assolta dopo 40 anni
La Cassazione dà ragione a Sophia Loren nella causa con- tro il fisco inerente il condono fiscale del 1982. La Suprema Corte ha accolto il ricorso contro una decisione del 2006 della Commissione tributaria centrale di Roma. Nel mirino la dichiarazione dei redditi per il 1974 della Loren, in cui si escludeva l’esistenza di proventi, poiché i compensi per i film ai quali stava lavo- rando sarebbero stati erogati negli anni successivi. Nel 1980 all’attrice venne notifi- cato un avviso di accertamen- to, per un reddito totale netto assoggettabile all’Irpef per il 1974 pari a 920 milioni di lire. La Loren, dunque, usufruen- do del condono fiscale previ- sto dalla legge 516/1982, ave- va presentato una dichiara- zione integrativa facendo riferimento a un imponibile di 552 milioni di vecchie lire, pari al 60% del reddito accer- tato, ma il Fisco aveva iscritto a ruolo un imponibile mag- giore, pari a 644 milioni, so- stenendo che la percentuale da applicarsi fosse il 70%. Richiesta ritenuta legittima dalla Commissione tributaria centrale di Roma. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’attrice. Sophia Loren, nel 1982, finì nel carcere femminile di Caserta, dove restò per 17 giorni, con l’accusa di evasione fiscale. Le responsabilità della frode vennero poi attribuite al suo commercialista. «Finalmente è finita una storia durata 40 anni», ha commentato l’attrice con il suo legale.