I grillini chiedono l’impeachment di Napolitano

«L'impeachment è il momento in cui il Parlamento valuta la condotta del Re: sulla base della Costituzione lo accusa, lo giudica e lo condanna politicamente» e «rappresenta il momento in cui il Parlamento, in quanto unico organo che è espressione diretta del popolo, si fa lui stesso garante della Costituzione, in cui è chiamato a leggere ed applicare la Costituzione contro il Re che l'ha usurpata. Questa è dunque l'occasione, per il Parlamento, di prendere finalmente coscienza di quanto accaduto nel corso di questi ultimi mesi. E di accusare il Capo dello Stato, di fronte al popolo, di aver violato la Costituzione in nome della quale egli ha sempre dichiarato di agire». Lo scrive Paolo Becchi in un lungo post sul blog di Beppe Grillo. A detta di Becchi, Napolitano «ha esercitato le sue prerogative al di là dei limiti previsti dalla Costituzione, ha snaturato il senso politico e morale della figura del Capo dello Stato». «Napolitano- dice Becchi- si è servito dei poteri previsti dalla Costituzione non per difendere la legalità costituzionale, ma a fini politici: difendere a tutti i costi le 'larghe intesè tra PDL e PD-L, assicurare la stabilità parlamentare al Governo Letta, impedire lo scioglimento anticipato delle Camere e nuove elezioni. La sua stessa rielezione, del tutto atipica, è stata una consegna del potere di determinare l'indirizzo politico del Paese nelle sue mani. Costringere Napolitano alle dimissioni - se pure tecnicamente ritarderebbe i tempi per nuove elezioni - rappresenterebbe un atto politico fondamentale: significherebbe la sconfitta delle larghe intese PDL - PD-L» ha concluso Paolo Becchi.