Fioroni sta con Violante: «Sì a un approfondimento»
«L'Italia è uno stato di diritto, dove le leggi si rispettano e le sentenze si applicano ma proprio per evitare al Pd di apparire prevenuto, se il Pdl ha motivi seri e fondati, si approfondisca pure la questione Berlusconi». È quanto sostiene Beppe Fioroni (Pd) che, in una intervista al quotidiano on line Formiche.net, giudica «seria» l'opinione espressa da Luciano Violante. «Non cerco una via di uscita, o un escamotage che evochi l'idea dell'inciucio o della trattativa sottobanco – spiega – Faccio invece un ragionamento molto semplice e non sopporto coloro che, di fronte all'ordinaria saggezza, hanno la reazione di chi dice "questo è un imbroglio"». «Io ragiono con ordinaria saggezza. La decadenza non è una persecuzione, né una volontà di ledere Berlusconi: questo è un dato certo. In Italia le leggi si rispettano, le sentenze si applicano ed è la logica conseguenza di tale convinzione. Dopo di che, proprio perché siamo forti delle nostre ragioni, dobbiamo evitare di apparire all'esterno come coloro che assumano atteggiamenti pregiudiziali o tantomeno arroganti. Perché il combinato disposto di un Pd che rifiuti chiarimenti e approfondimenti darebbe l'idea di un partito che, improvvisamente, è diventato arrogante o con un atteggiamento prevenuto nei confronti di Berlusconi», spiega Fioroni. «Se il Pdl dispone di elementi di chiarimento, seri e che non siano né sotterfugi né banali perdite di tempo, allora non cambierebbe molto decidere il 9 settembre o più in là. Per questo valuto le parole di Violante come un'opinione seria a sostegno dell'idea che si possano concedere approfondimenti a chi abbia dubbi, se i dubbi sono reali. D'altra parte questa è una posizione perfettamente compatibile con quella di chi ha, dalla propria parte, la certezza delle singole convinzioni». Ma nessuno usi il termine salvataggio, «perché ci metterebbe su un binario fuorviante», avverte. E sui venti di crisi nel governo evidenzia che «esprimersi oggi sulla fiducia al governo Letta, in una crisi aperta da un importate leader del nostro Paese, diventa un bivio tra chi dice sì all'interesse degli italiani e chi all'interesse di uno».