Parte la raccolta firme per chiedere l’amnistia
«Abbiamo deciso di sospendere il presidio davanti al Quirinale perché partiamo immediatamente per depositare una legge di iniziativa popolare e avviare a settembre la raccolta di 50 mila firme per ottenere un'amnistia. Faremo in fretta, ne sono certo e il quesito lo depositeremo a metà maggio». È determinato Simone Furlan, fondatore dell'esercito di Silvio, in piazza Montecitorio per annunciare ai giornalisti la presentazione di «un'iniziativa, concreta e strategica - spiega una nota - di forte ausilio per la situazione politico-istituzionale del Paese che mira a coinvolgere l'intero popolo italiano, nella piena tradizione democratica». Questa proposta «è necessaria per l'Italia - ha aggiunto l'imprenditore - se si vuole fare riferimento ad una giustizia seria. In fase di definizione della proposta ci confronteremo con Paola Severino per avere dei suggerimenti». Ancora: «La nostra - spiegano i militanti dell'Esercito di Silvio - non è una battaglia di destra o di sinistra ma appartiene a tutti gli italiani moderati e responsabili che non possono non tenere in considerazione una pacificazione sociale e permettere al nostro leader di tornare in campo». Si tratta di «una proposta di legge di iniziativa popolare per ottenere l'amnistia per Berlusconi», che, secondo quanto sostenuto dal consulente d'azienda, «non è stato difeso a dovere da chi doveva farlo». Su Marina Berlusconi a capo di Forza Italia, Simone Furlan commenta: «Lei ha le capacità, le potenzialità e l'esperienza per diventarlo. È titolata a fare il nuovo leader e rappresenterà molto bene il mondo dei moderati». Poi propone: «Il Pdl facesse le primarie». Il capo dell'Esercito di Silvio racconta ai cronisti di fare l'albergatore e ha chiamato a raccolta tanta gente intorno lui. «Siamo oltre 22 mila iscritti - dichiara - con 350 reggimenti di cittadini, a cui se ne aggiungeranno altri 150 a breve. Saranno preposti ai banchetti per la raccolta firme in tutta Italia da settembre». Con il consulente d'azienda però sono arrivate in piazza Montecitorio ieri solo una decina di persone sventolando tre bandiere del movimento. La ragione dell'esiguo numero di manifestanti, sostiene Furlan, «è la mancata autorizzazione della questura». Nella proposta che l'attivista azzurro ha intenzione di depositare alla Camera ci sarà «una riforma della giustizia che introduca la responsabilità civile dei magistrati e la separazione delle loro carriere».