L’amarezza del falco del Pdl «Col governo Letta solo rinvii»
Sapeva che la strada era in salita. Aveva confidato ai suoi fedelissimi che la partita sarebbe stata piuttosto complessa. Ma Daniela Santanchè non ha rinunciato a tenere alti i toni. È stata in prima fila alla manifestazione organizzata ad Arcore per sostenere Silvio Berlusconi. Ha parlato con i simpatizzanti. Non ha fatto passi indietro. È sempre stato uno dei falchi del Pdl. Ha storto il naso più volte nei confronti del governo Letta, soprattutto quando l’esecutivo ha rallentato su due obiettivi del Pdl: bloccare l’aumento dell’Iva e cancellare l’Imu sulla prima casa. Adesso, dopo il rinvio della votazione per la vicepresidenza della Camera dei deputati, la Santanchè non si stupisce. E attacca: «Mi sembra tutto molto normale: è la prassi della casa rimandare le soluzioni». L’ex sottosegretaria si sofferma dunque sull’ennesimo rinvio del governo. Il Pdl fa quadrato anche se nei giorni scorsi alcuni esponenti avevano storto il naso. Una parte del partito avrebbe preferito un altro candidato. Erano girati i nomi dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo e di Antonio Leone, che è stato vicepresidente di Montecitorio nella scorsa legislatura. Alla fine, però, il Pdl ha ritrovato compattezza. «L’unico candidato del Pdl alla vicepresidenza della Camera è Daniela Santanchè come ha dichiarato chiaramente il segretario del Pdl Angelino Alfano. Sono certa che il Popolo della Libertà sarà coeso e determinato» afferma Laura Ravetto, responsabile nazionale propaganda del partito di Berlusconi. Anche Renato Schifani è netto: «Su Daniela Santanchè i veti sono inaccettabili e vanno respinti senza se e senza ma. Non vedo quali colpe o responsabilità si possano addebitare a Daniela e quindi è giusto e doveroso che resti la nostra candidata», aggiunge. Schifani ha definito l’accaduto «un fatto grave» che rischia di «violare l’etica parlamentare» in base alla quale un vicepresidente dimissionario è sostituito da un esponente del suo stesso partito. «Si rischia un vulnus della democrazia parlamentare e si rischia che un partito come il Pdl, che ha ottenuto 9 milioni di voti, resti senza rappresentanti nell’ufficio di presidenza di Montecitorio». Alla domanda se ci sia un rischio di crisi di governo, Schifani replica: «Questo non lo so, di certo denoterebbe uno stato di malessere nella maggioranza». Interviene anche Mariastella Gelmini: «Ha ragione Renato Brunetta: nonostante la sinistra, Daniela Santanchè rimane l’unica nostra candidata alla vicepresidenza della Camera». L’eurodeputata Licia Ronzulli spiega: «Sulla questione dell'elezione di un nuovo vicepresidente della Camera, il Pdl fa bene a non cambiare posizione e a tenere ferma la scelta di insistere su Daniela Santanchè, altrimenti la si darebbe vinta a quei sabotatori all'interno del Pd che sono in azione fin da quando si è formato questo governo. Santanchè ha tutte le qualità necessarie per poter svolgere nei migliori dei modi questo incarico istituzionale e quindi le scuse per non votarla avanzate da qualcuno nel Pd sono inaccettabili e del tutto immotivate e strumentali. Il rinvio delle votazioni dimostra non solo l'assenza di unione all'interno del partito, ma soprattutto la totale mancanza di serietà nei confronti di chi ha sempre sostenuto le loro proposte. Noi, per parte nostra - conclude Ronzulli - restiamo coesi a sostegno del nome della Santanchè e ci auspichiamo che la stessa serietà sia dimostrata dai colleghi della maggioranza». Ci pensa Roberto Saviano ad attaccare la Santanché. In un post su Facebook lo scrittore sottolinea: «Nel dibattito per la vicepresidenza della Camera non è rientrato un tema importante. Daniela Santanchè dovrebbe rispondere sul perché, secondo quanto sostiene la Dda di Catanzaro, Francesco Comerci, uomo di ’ndrangheta, per "entrare" nell’Expo di Milano cerca la mediazione di Diego Zarneri, vicesegretario nazionale del Movimento per l'Italia, che fa capo proprio a Daniela Santanchè».