Attacco hacker, i 5 Stelle: «Siamo stati lasciati soli»

Sono delusi, soprattutto dall’atteggiamento delle altre forze politiche che, salvo pochissime eccezioni, non sono state nemmeno sfiorate dall’hacheraggio ai danni di alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle. E’ cominciato tutto una decina di giorni fa. Le caselle di posta elettronica dei deputati Giulia Sarti e Stefano Vignaroli sono state violate e messe sul web. La quantità di email private scaricabili su internet è impressionante: "Cinque anni di vita di una persona", precisa la parlamentare bolognese. Netta anche la capogruppo alla Camera del M5S Roberta Lombardi: «C'è un attacco a tutto campo contro di noi. Siamo andati in procura - ha spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio- e abbiamo messo in ordine i fatti», denunciando la vicenda al procuratore Giancarlo Capaldo. La Lombardi precisa: «Noi non abbiamo inconfessabili segreti. Troviamo incredibile il silenzio mediatico su un attacco del genere, portato a un movimento che ha dietro 9 milioni di cittadini, e sentiamo una sorta di abbandono da parte delle istituzioni, come la magistratura, che sono chiamate a tutelare i cittadini». La Lombardi ha anche precisato che è stato rubato dall'ufficio al quarto piano di Montecitorio l'hard disk di un computer usato da uno dei collaboratori del gruppo. Continua la Sarti: «Il Garante della privacy mi ha contattato solo ieri e, a fronte di una mia richiesta di incontro immediato, ci siamo visti questa mattina: ora al Garante chiederemo non solo di diffidare chiunque dal pubblicare le nostre caselle di posta personali, ma che chi detiene questo materiale, cioè le testate giornalistiche che ne hanno possesso, lo cancellino». Sorride il deputato Alessandro Di Battista: «Pensate cosa sarebbe successo se avessero colpito le caselle di posta elettroniche di rappresentanti degli altri partiti come, ad esempio, Brunetta. Vi rendete conto?». Infine gli attivisti hanno espresso piena fiducia per il lavoro della polizia postale e della magistratura.