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Il Cav incastra Bersani: «Vediamoci, all’Italia serve subito un governo»

Sul sì al faccia a faccia hanno pesato anche le parole di Napolitano. Vertice domani o giovedì

Il Cav incastra Bersani: «Vediamoci, all’Italia serve subito un governo»

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Via libera all’incontro con Bersani. In una giornata in cui nessuno si aspettava che la situazione di stallo in cui sono impantanati Pd e Pdl si sbloccasse, Berlusconi ha invece improvvisamente annunciato che il faccia a faccia con il segretario Democratico si farà. Probabilmente domani o, al massimo, giovedì. La posizione del leader Democratico che ieri in una intervista «Repubblica» ha ribadito il «no» a un governissimo con il Pdl, sembrava aver chiuso definitivamente qualsiasi trattativa. Ma il lavoro delle diplomazie dei due partiti, che non si è mai fermata, neppure nei momenti più difficili, alla fine ha prevalso sulle dichiarazioni ufficiali. Un lavoro sottotraccia, paziente, tra Denis Verdini e Gianni Letta da una parte e Maurizio Migliavacca e l’altro Letta, Enrico, sul lato del Pd.

Così, alle otto di sera, Berlusconi al Tg4 ha annunciato la svolta: «Finalmente Bersani si è aperto, è disponibile a un incontro – ha spiegato il Cavaliere – La data non è stata fissata ma quella che è la posizione del Pdl, la mia posizione, ormai la conoscono tutti». «Occorre dare subito un governo stabile e forte al Paese – ha proseguito – per prendere quei provvedimenti che sono non solo urgenti ma urgentissimi e che si impongono per rilanciare l'economia». La base dalla quale Berlusconi vuole partire per costruire il confronto con il partito Democratico sono gli otto punti del programma che da lunedì prossimo verranno presentati in Senato dal Pdl. «È un gesto – ha ribadito Berlusconi – che contrasta con la passività e l'inedia delle altre forze politiche, che hanno perso 43 giorni e sono intenzionate a perdere altro tempo prezioso. Ma il Paese non può più aspettare». Poi, in serata, Berlusconi ha convocato tutti i dirigenti a palazzo Grazioli a Roma per preparare l’incontro.

Sulla scelta di sbloccare la trattativa avrebbero influito anche le parole di Napolitano pronunciate ieri pomeriggio sulle «larghe intese che si fecero nel ’76 in un momento di emergenza» e che sono state immediatamente interpretate come una bella tirata d’orecchie all’ostinazione del segretario del Pd di voler rifiutare l’accordo con il centrodestra. «Speriamo che ora Bersani ascolti il presidente della Repubblica – è stato il ragionamento di alcuni parlamentari del Popolo della Libertà – se siamo in questa situazione di stallo è solo colpa sua».

Le posizioni dei due partiti restano però ancora distanti. E nessuno nutre eccessivo ottimismo nel risultato dell’incontro. Da una parte il Pdl vuole chiudere, in un unico accordo, la scelta del candidato del Quirinale e la costruzione del nuovo governo. Nel quale il Cavaliere rivendica la possibilità di avere almeno persone «gradite» in alcune caselle chiave come quella della Giustizia. Dall’altra Bersani non ha alcuna intenzione di cedere sull’esecutivo come ha ribadito chiaramente nell’intervista di ieri: mai il governissimo con il Pdl. Un punto di incontro però potrebbe essere stato individuato proprio sul Quirinale, con un candidato di centrosinistra «moderato», Franco Marini. Sull’ex sindacalista, infatti, Berlusconi non avrebbe sollevato obiezioni. Anche se le «prime» scelte del Cavaliere sono altre: Gianni Letta, Marcello Pera o lui stesso. Una soluzione, quest’ultima, poco praticabile anche se ieri la deputata del Pdl Michaela Biancofiore, una delle «amazzoni» di Arcore, ha aperto un sito – Berlusconialquirinale.org – e ha creato i Comitati pro Silvio per sponsorizzarne la candidatura al Colle. «Si tratta del sito attivato su idea della sottoscritta da un gruppo di ragazzi nati nel '94 – ha spiegato – i quali come me e migliaia di italiani credono che Berlusconi meriti di essere nominato presidente della Repubblica Italiana per tutto quanto ha creato nella sua vita».

Il faccia a faccia potrebbe però non essere risolutivo e, anzi, potrebbe ribadire l’indisponibilità di Pier Luigi Bersani a qualsiasi accordo. In quel caso Berlusconi è già pronto a far partire sabato da Bari – dove si svolgerà la manifestazione del Pdl – la nuova campagna elettorale che porterà al voto. E i toni, verso il Partito Democratico, c’è da giurarci, saranno durissimi.

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