Ritorno al passato per il dopo-Monti

SilvioBerlusconi lo ha spiegato perfettamente ieri: «Era opinione di tutti che ci volesse un leader riconosciuto ma questo leader, un Berlusconi del '94, ahimè non l'abbiamo trovato». Ecco allora in campo il Berlusconi del 2012. Cioè l'eterno ritorno dell'uguale. Anche nei riti della campagna elettorale. Stesso schema di sempre e pure qui ci si potrebbe domandare: perché farlo? Dopotutto basta guardarsi intorno per essere immediatamente presi da un terribile dubbio: non saremo per caso tornati al 1994? Uguale Berlusconi, uguali gli altri. Nessuno escluso. Vada come vada, il dopo-Monti si preannuncia già come un triste «ritorno al passato» Sempre ieri, ad esempio, si è fatto sentire Gianfranco Fini (stasera sarà anche ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa»). Che ha liquidato il ritorno del Cav con una battuta: «Si è simpaticamente definito un dinosauro, se lo dice lui perché non credergli. I dinosauri appartengono a un'altra era geologica, come tutti sanno». La stessa «era» cui, ad occhio e croce, appartiene lo stesso presidente della Camera. Da alcuni giorni è attivo sul web un sito, www.archivispotpolitici.it, realizzato dall'unità di ricerca dell'università di Roma Tre all'interno di un progetto finanziato dal Ministero dell'Istruzione, università e ricerca (Miur). Raccoglie circa 450 spot politici realizzati dal 1974 ad oggi. Il primo con protagonista Fini è del 1992. È stato girato dal Movimento sociale italiano - Destra nazionale per le elezioni Politiche. C'è Gianfranco in piedi davanti ad un monitor con le parole «mafia, sequestri, droga». «Cosa faresti a chi uccide tuo figlio? - domanda - Noi lo sappiamo». Sono passati 20 anni, anche televisivamente «un'era geologica» fa. Va un po' meglio a Pier Ferdinando Casini. Per lui il primo spot da protagonista è datato 2000. Si tratta di un appello al voto per le Regionali. Il leader centrista viene mostrato durante un comizio mentre spiega la storia del Ccd (che poi sarebbe diventato Udc nel 2002). Prima compare il simbolo con la scritta «Con Casini». Basta l'inizio: «La nostra vela, il Centro cristiano democratico, prendeva il largo sei anni fa di questi giorni». Cioè nel 1994. E fa sorridere sentire Pier Ferdinando rivendicare che «noi siamo quelli che credono che le generazioni che verranno dopo la nostra abbiano qualche diritto in più di quelli di cui hanno goduto i loro padri e i loro nonni». Sono passati 12 anni, Casini è su piazza dal 1983 (eletto per la prima volta alla Camera). Oggi, parlando della crisi economica che sta attraversando il Paese, dichiara che Berlusconi «vuole portarci indietro di 5 anni». La domanda per il leader dell'Udc è: quando arriverà il tempo delle «generazioni che verranno»? E poi c'è Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd, bisogna ammetterlo, è un «neofita» delle Aule parlamentari dove è arrivato per la prima volta nel 2001. «Solo» 11 anni fa. Nel 1994 anche lui, però, aveva già una poltroncina: presidente della Regione Emilia Romagna. Che per uno cresciuto nel Pci-Pds non è proprio un ruolo marginale. Non a caso, nel 1996, arriverà il primo incarico ministeriale (Industria, commercio e artigianato). Cui seguiranno 2.547 giorni, la contabilità l'ha tenuta Matteo Renzi, in giro per vari dicasteri. Oggi anche lui denuncia la propria «amarezza per l'eterno ritorno di una strada che ci ha portato al disastro, mentre il Paese avrebbe un drammatico bisogno di una assunzione di responsabilità». A dire il vero il Paese, forse, avrebbe bisogno anche di qualche volto nuovo. Cosa che Bersani ha promesso qualora dovesse arrivare a Palazzo Chigi. Peccato che prima dovrà sistemare qualche piccola questione in sospeso e sistemare altri nomi noti del panorama politico italiano. Primo fra tutti quel Nichi Vendola che nel 1994, 36 anni, capello lungo e sigaretta in mano, faceva il vicepresidente della Commissione Antimafia. Per lanciare il proprio ritorno il Cavaliere ha dato vita ad un sito internet. Si chiama noveanni.governoberlusconi.it e ripercorre il lavoro fatto dal 2001 a oggi. Il Pdl lo sta rilanciando su Twitter: «Cosa facevate nel ....? Noi facevamo questo». Il link rimanda al sito e alle riforme realizzate in quell'anno. Sarebbe più giusto rimandasse ad una foto di gruppo con Silvio, Fini, Bersani, Casini e la scritta: noi facevamo politica. Già da un po'.